Invitalia, quattro nuove aziende cinesi e altre sei in arrivo (2)

26 Luglio 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – Il secondo investimento riguarda la ICBC – Industrial and Commercial Bank of China – la più grande banca a livello mondiale in termini di capitalizzazione di borsa, che, grazie alla recente autorizzazione ottenuta dalla Banca d’Italia, sta ultimando la fase di insediamento a Milano. La nuova filiale fornirà servizi alle imprese cinesi insediate in Italia e alle società italiane interessate a operare con la Cina. Per la sede italiana è prevista l’assunzione a breve di 5 dipendenti, che diventeranno 30 a regime. Sempre a Milano, lo scorso maggio, ha aperto una sede anche King Street, società che costruirà in Cina, nei prossimi 5 anni, una decina di centri commerciali di grandi dimensioni e rivolti alle fasce medio-alte del mercato (il primo aprirà a ottobre nella città di Qingdao). L’obiettivo è avviare partnership commerciali con aziende italiane per diffondere prodotti rigorosamente “Made in Italy” in Cina attraverso i propri canali di vendita. Il piano di investimenti prevede l’approvvigionamento di prodotti italiani con un budget di acquisto di 100 milioni di euro per il 2010, che a regime (dal 2012) diventeranno 300 milioni annui. Lo scorso 3 giugno Invitalia, nel corso della missione a Nanchino con la Regione Marche, ha già favorito l’incontro tra King Street e alcune società appartenenti alla delegazione marchigiana. Nei prossimi giorni, su incarico della stessa King Street, Invitalia organizzerà ulteriori incontri con altri potenziali fornitori italiani e visite presso le loro sedi produttive. Infine a Treviso si è già insediata la società Kinglong, specializzata nella produzione e nella vendita di prodotti per l’illuminazione. Obiettivo dell’investimento, oltre alla vendita dei propri prodotti, è collaborare con i designer italiani per la creazione di prodotti innovativi in Cina, da commercializzare presso una rete di circa 100 distributori, sparsi in 70 paesi. Inoltre è previsto anche l’acquisto di prodotti “Made in Italy” che andranno ad arricchire la rete di distribuzione cinese (in 10 nuovi negozi di proprietà dedicati alla clientela medio-alta). A regime, la filiale italiana diventerà anche il centro di acquisto per l’Europa. Per il 2011 Kinglong ha stanziato un budget di acquisto di prodotti “Made in Italy” di circa 3 milioni di euro. In tutti e quattro i casi, Invitalia, anche grazie alla collaborazione con Confindustria, le Regioni e i membri dell’Invitalia Business Network, ha fornito supporto agli investitori con informazioni sul diritto societario, sul sistema fiscale e normativo italiano; ha fornito analisi dei dati di mercato, illustrato le opportunità di investimento e favorito la costituzione delle società sul nostro territorio, il rilascio dei permessi di soggiorno, la ricerca di siti adatti e dei possibili partner. In particolare l’investimento di Kinglong è il risultato di un’importante collaborazione avviata da tempo tra Invitalia e la Provincia del Guangdong, una delle più ricche della Cina, che oggi è stata sancita dalla firma di un protocollo d’intesa tra l’Agenzia e il DOFTEC – Dipartimento del commercio estero e della cooperazione economica della Provincia. L’accordo è stato sottoscritto a Roma, in occasione del workshop “Investire in Italia: vantaggi e opportunità”, tenutosi presso la sede di Invitalia, cui hanno partecipato anche le regioni Abruzzo, Marche, Molise, Puglia, Toscana e Sicilia, oltre alla Città di Venezia, intervenute per presentare le eccellenze e le opportunità di investimento offerte dai loro territori ad una delegazione di 27 imprenditori di questa Provincia. Si è trattato di un incontro d’affari organizzato anche grazie al Consolato italiano a Canton e cofinanziato dal Programma MAE–Regioni–Cina, che si inquadra all’interno del Progetto di Invitalia “Attrazione degli investimenti da alcune province cinesi verso regioni italiane”, cui hanno partecipato anche l’Ambasciata cinese in Italia, il Ministero degli Affari Esteri e il Ministero dello Sviluppo Economico.