Investment Banking: commissioni in frenata in Europa, ma resta il quarto miglior anno dal 2000
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Il motore dell’investment banking europeo rallenta, ma resta su livelli storicamente elevati. Secondo l’ultimo European Investment Banking Review di LSEG (London Stock Exchange Group), nei primi nove mesi del 2025 le commissioni generate dalle banche d’affari nel continente hanno raggiunto i 20,9 miliardi di dollari, in calo del 3% rispetto al 2024. Un risultato che, pur in flessione, rappresenta comunque il quarto miglior inizio d’anno dal 2000.
A trainare il comparto, ancora una volta, è stato il debt capital market, che ha generato 8,1 miliardi di dollari di commissioni (-2% a/a), secondo miglior risultato della serie storica. Bene anche l’equity capital market con 1,7 miliardi (+2%), massimo dal 2021, mentre in frenata i prestiti sindacati (5 miliardi, -8%, minimo da due anni) e le commissioni da M&A completate (6,1 miliardi, -1%).
La quota europea sul totale globale è scesa dal 24% al 21%. La Gran Bretagna resta il primo mercato continentale (22% delle commissioni), davanti a Francia (15%) e Germania (12%). Goldman Sachs guida la classifica con 1,5 miliardi di ricavi (7% del totale).
M&A: valore in crescita del 30%, spinta da banche e assicurazioni
Sul fronte delle fusioni e acquisizioni, i primi nove mesi del 2025 segnano un forte rimbalzo in valore: 920,1 miliardi di dollari di operazioni con coinvolgimento europeo, in aumento del 30% rispetto al 2024 e ai massimi dal 2021. Tuttavia, il numero delle transazioni è in calo del 7%, minimo dal 2020.
Il valore delle operazioni con target europeo si è attestato a 554,4 miliardi (+11%), pari al 18% del totale globale (in calo dal 22% del 2024).
A livello settoriale, banche e assicurazioni hanno guidato l’attività (23% del totale), mentre il tech si conferma primo per numero di deal. Tra le operazioni di rilievo, spicca lo spin-off nordamericano di Holcim (33,7 miliardi), seguito dall’offerta di Keurig Dr Pepper su JDE Peets (22,8 miliardi).
Equity capital market: emissioni ai massimi dal 2021, IPO in frenata
Il mercato azionario europeo ha raccolto 92,2 miliardi di dollari nei primi nove mesi del 2025, in aumento del 6% e massimo quadriennale. Tuttavia, il numero delle operazioni è sceso dell’11%, con 63 IPO (-22 rispetto al 2024), per un controvalore di 10,3 miliardi (-37%).
Tra i debutti di rilievo si segnalano Klarna, SMG Swiss e Asker Healthcare, ciascuna con raccolta superiore al miliardo.
In crescita le operazioni di follow-on (70,5 miliardi, +8%) e soprattutto le convertibili, più che raddoppiate (11,3 miliardi, +116%).
La Gran Bretagna è il primo Paese emittente (17% delle emissioni), seguita da Svizzera (14%) e Francia (10%). Goldman Sachs primeggia anche in questa classifica, davanti a Morgan Stanley.
Mercato obbligazionario: volumi ai massimi dal 2007
Il debito europeo conferma la sua centralità: con 2.200 miliardi di dollari di nuove emissioni, il mercato segna un incremento dell’1% e raggiunge il secondo miglior risultato della storia dopo il 2007. A livello globale, le emissioni hanno toccato quota 9.500 miliardi (+12%), record assoluto dal 1980.
Il numero delle operazioni in Europa è invece sceso del 6% (3.538, minimo biennale).
La Germania si conferma primo emittente (17%), seguita da Regno Unito (15%) e Francia (13%). In termini settoriali, finanziari e governativi hanno raccolto l’81% del totale.
Nella classifica dei bookrunner, JP Morgan guida con il 6% del mercato, seguita da BNP Paribas (5,9%).