Investire nel web 2.0: ecco come

25 Ottobre 2013, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (ADVISE ONLY) – È la notizia del momento nel mondo della tecnologia e dei social network: la quotazione di Twitter. A breve, infatti, l’uccellino blu che cinguetta cercherà di raccogliere oltre $1 miliardo tramite un IPO (Initial Public Offering).

Il settore della tecnologia si ritrova ancora una volta al centro dell’attenzione mediatica: vale la pena analizzare se merita anche l’attenzione degli investitori.

L’analisi che proponiamo parte dall’alto e considera il posizionamento del settore tecnologico rispetto agli altri settori azionari. Il grafico seguente prende in rassegna i dieci settori mondiali (secondo la classificazione GICS di MSCI) e mostra:

  • le valutazioni, ossia il valore di mercato rispetto ai fondamentali sintetizzati dal rapporto prezzo/utili aggregati (anche noto come “Price/Earnings” o P/E, che calcoliamo seguendo il metodo Graham & Dodd, cercando di “ripulire” il dato dal ciclo economico, oltre che tenendo conto delle differenze strutturali tra settore e settore);
  • il “momentum“, vale a dire l’abbrivio del mercato, la sua forza inerziale, rappresentata dalle performance storiche a 12 mesi.

Come si può notare l’azionario high tech a livello globale presenta ottime valutazioni, anche se il “momentum” è un po’ più fiacco rispetto ad altri settori.

Negli USA la situazione è del tutto simile: i P/E sono pari a 21, rispetto ad una media storica di 28 e il Dividend Yield è 1,7%, niente male per un settore che abitualmente distribuisce pochi dividendi agli azionisti (tant’è che la media storica del Dividend Yield delle azioni High Tech USA è 0,6%).

Va detto che il “momentum” fiacco corrisponde ad un rendimento dell’11% negli ultimi 12 mesi: non proprio da buttare, dopotutto.

Il settore, dunque, è piuttosto interessante. Scendiamo allora al livello dei singoli titoli e analizziamo la matricola dei listini borsistici, Twitter, rispetto ad alcuni concorrenti: Facebook, Linkedin, Yahoo! e Google. Le metriche di valutazione che utilizziamo per il confronto sono:

  1. il rapporto Utili/Prezzo (o Earning Yield), classica misura di valutazione del valore d’una azienda;
  2. la crescita dei ricavi, per capire se il business dell’azienda cresce;
  3. la crescita dell’EBITDA, classica metrica per valutare la profittabilità di un’azienda;
  4. il rapporto tra equity e debito, una misura di solidità a lungo termine (l’idea sottostante è che il debito va ripagato mentre l’equity è, teoricamente, per sempre);
  5. il margine EBITDA, cioè il rapporto tra EBITDA e ricavi, un’altra misura di profittabilità;
  6. la percentuale di analisti che raccomandano l’acquisto delle azioni in questione con un sonoro “Buy“.

Sulla base di questi sei indicatori, raccolti per ciascuno delle cinque azioni tecnologiche in oggetto (nota di metodo: utili, ricavi e EBITDA si riferiscono ai prossimi 12 mesi), abbiamo creato un “grafico radar” nel quale ogni azienda è rappresentata da un poligono colorato, ottenuto unendo i punteggi di ciascun indicatore.

Si ottiene una rappresentazione sintetica della situazione: ad esempio, il poligono associato a Twitter, spostato verso la parte alta del grafico, ci dice che in termini di crescita di ricavi, di EBITDA e di raccomandazioni d’acquisto, Twitter è meglio di Google, che invece risulta preferibile se si guarda l’Earning Yield e i margini EBITDA.

Da questo grafico a radar (che non ha certo pretesa di completezza, bensì d’immediatezza) emerge abbastanza chiaramente come Facebook, Twitter e Linkedin siano nel complesso più deboli sul fronte degli utili rispetto a Yahoo! e Google, se si utilizza come metrica l’Earning Yield. Questo fatto è peraltro ragionevole, visto il modello di business prevalente dei social network, che richiede tempo per produrre utili.

Tuttavia Twitter e Linkedin emergono quando si va a guardare alle attese di crescita, tanto dei ricavi che dell’EBITDA; per quanto riguarda la proporzione tra debito e capitale azionario, la situazione è invece piuttosto eterogenea.

Tutte queste società, con l’eccezione di Yahoo!, godono inoltre del giudizio favorevole degli analisti.

Forse il potenziale di business di queste aziende non è stato ancora del tutto compreso, tuttavia esse creano (e cavalcano) grandi trend tecnologici e sociali e incidono profondamente nelle vite di miliardi di individui: investire in esse è investire nel futuro, con tutte le incertezze del caso.

 

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