Dopo l’inversione della curva dei rendimenti, vince questo settore

14 Agosto 2019, di Alberto Battaglia

L’inversione della curva dei rendimenti è comunemente considerata come il segnale che anticipa una recessione. Negli Stati Uniti, le ultime nove volte che questo fenomeno si è verificato, con rendimenti dei Treasuries decennali più bassi rispetto ai titoli a due anni, la contrazione economica si è effettivamente verificata. Oggi che l’inversione della curva Usa si è materializzata per la prima volta dal 2005 con un conseguente e deciso calo sui listini americani, è importante fare il punto su quali possono essere le conseguenze sui mercati nei prossimi mesi.

Secondo un’analisi compiuta da Cnbc, che si è avvalsa strumento di analisi utilizzato dagli hedge fund Kensho, ha messo in luce che solo un comparto del listino americano storicamente beneficia dei timori indotti dall’inversione della curva. Si tratta delle utilities, quelle società che si occupano della fornitura di gas, luce e acqua potabile. Dal 1980 a oggi si erano in precedenza verificate tre inversioni della curva dei rendimenti. Analizzando le reazioni dei mercati è emerso che solo le utilities sono riuscite a sovraperformare l’indice di riferimento a distanza di sei mesi dall’evento, con una performance media dell’8,59% – contro il 3,47% dello S&P 500.

A giustificare il valore di queste società in momenti d’incertezza sono, in particolare, la stabilità del flusso di cassa, legato a servizi che restano costanti nel tempo, a cui si uniscono dividendi elevati.
Il mercato tende, poi, a subire un contraccolpo generalizzato, dopo una fase nella quale gli investitori puntano su titoli più sicuri, dopo 18 mesi rispetto all’inversione della curva – secondo i dati di Credit Suisse.