INTEL RISTRUTTURA, TAGLIA COSTI 30%

20 Febbraio 2001, di Redazione Wall Street Italia

Il gigante mondiale dei micro processori Intel (INTC – Nasdaq) ha fatto sapere di avere messo in atto un piano di ristrutturazione che prevede tagli ai costi ”non essenziali per le attivita”’ (”discretionary spending”) pari al 30%.

Questa voce di solito identifica le attivita’ pubblicitarie e di marketing, non direttamente coinvolte nella produzione.

Secondo quanto riportato dalla rete Tv finanziaria, CNBC, tra le varie misure Intel si e’ impegnata a

– posticipare tutti gli aumenti gia’ decisi per i manager

– limitare le nuove assunzioni solo alle posizioni ”critiche”

– avviare programmi di riduzione della forza lavoro attraverso pre-pensionamento, ma non attraverso licenziamenti

Bocciatura di Salomon Smith Barney

Il titolo INTC aveva perso oltre il 4% durante la prima parte della sessione, dopo che l’analista Jonathan Joseph di Salomon Smith Barney aveva affermato che l’aspettativa di una ripresa dei semiconduttori nella seconda meta’ dell’anno e’ quantomeno ”ottimistica” e che quasi certamente gli analisti di Wall Street diminuiranno presto il rating del settore.

Secondo l’analista, i semiconduttori stanno attraversando il periodo piu’ negativo della propria storia, in una situazione di ”fondamentali veramente orribili”.

Joseph ha osservato che i prezzi dei semiconduttori continuano a scendere senza prospettive di rialzo.

Soffre l’intero comparto semiconduttori

In mattinata, i titoli di produttori di chip per le comunicazioni PMC-Sierra Inc. (PMCS – Nasdaq) e Applied Micro Circuits Corp. (AMCC – Nasdaq) hanno registrato forti perdite dopo un report negativo comunicato oggi dalla banca d’affari Credit Suisse First Boston (CSFB).

L’analista di CSFB, Charlie Glavin, ha ridotto il proprio giudizio su PMCS da ”buy” a ”hold”, e ha abbassato il rating su AMCC da ”strong buy” a ”buy”.

Glavin, ha inoltre ridotto le proprie stime sugli utili del 2001 per Vitesse Semiconductor Inc. (VTSS – Nasdaq), un’altra azienda del settore.

Come conseguenza, PMCS ha perso in mattinata oltre l’11%, mentre AMCC ha perso quasi il 14%. VTSS ha perso il 12%.

L’intero comparto chip ne ha risentito, pesando sul Nasdaq.