INSIDER TRADING (E ALTRO): BOOM DI “SPIONI” ALLA CITY

5 Aprile 2010, di Redazione Wall Street Italia

La crisi finanziaria ha tirato fuori gli “spioni” della City: il numero di informatori che denunciano pratiche illecite e comportamenti illegali nel settore finanziario è raddoppiato nel giro di due anni.

La Financial Services Authority (Fsa), il “guardiano” britannico dei mercati guidato da Adair Turner , ha dichiarato che le telefonate o email di informazioni ricevute dal suo desk dedicato sono passate dalle 835 del 2007 a 1.890 lo scorso anno.

In realtà il nuovo attivismo degli informatori è dovuto ai cambiamenti introdotti dall’Fsa dopo il credit crunch. Colpita dalle critiche per la lentezza e scarsa efficienza delle sue operazioni, l’Fsa ha reagito alla sferzata della crisi con una strategia aggressiva e un nuovo più rigoroso sistema di controlli.

Uno dei cambiamenti interni effettuati per migliorare l’efficienza ha riguardato il sistema di utilizzo delle informazioni su presunti illeciti commessi. Alla ricerca di colpevoli da intrappolare, l’Fsa ha deciso di sfruttare meglio le informazioni offerte da insider della City.

La novità principale è stata l’introduzione del patteggiamento “all’americana” per convincere i colpevoli di pratiche illecite a denunciare i complici permettendo all’Fsa di intervenire.

La strategia sembra avere funzionato: in marzo Malcolm Calvert, ex partner di Cazenove,il broker più blasonato della City, è stato condannato per insider trading grazie alla testimonianza del suo ex complice Bertie Hatcher. Come ringraziamento per aver “inchiodato” Calvert e spiegato alle autorità in grande dettaglio il funzionamento del sistema di insider trading, Hatcher ha ricevuto l’immunità, e invece di un’azione penale e una condanna se l’è cavata con il pagamento di una multa.

Questa è stata la prima volta che il tipo di patteggiamento comune negli Usa è stato utilizzato in Gran Bretagna ma non sarà certo l’ultima.

Secondo Charles Evans, partner dello studio legale Norton Rose, il caso Calvert è stato un punto di non ritorno per il sistema britannico e in futuro diventerà normale per l’Fsa concedere l’immunità agli informatori in cambio della loro testimonianza se questa è decisiva per ottenere una condanna.

«L’aumento del numero di informatori dimostra che la gente ha percepito che il rischio di essere colto in fallo o individuato dai mercati in calo è aumentato – ha detto Evans –. Autorità come il Serious Fraud Office o l’Office of Fair Trading hanno incoraggiato gli informatori e un sistema di auto-accusa secondo il quale vengono trattati con maggiore indulgenza».

L’Fsa, come il Sfo e l’Oft, deve ora pubblicizzare meglio i benefici della cooperazione per invogliare altri a seguire l’esempio di Hatcher.

Il grande vantaggio di usare persone all’interno della “banda22” è la possibilità innanzitutto di venire a sapere cose che altrimenti sarebbe difficile scoprire dall’esterno e poi di conoscere tutti i dettagli del sistema utilizzato. Crimini come l’insider trading sono infatti tecnicamente complessi e difficili da dimostrare in Tribunale.

Dopo un’inchiesta durata quasi due anni la settimana scorsa l’Fsa ha incriminato 7 persone per insider trading con 13 capi d’accusa e ha chiesto l’estradizione di un’ottava persona che è latitante all’estero. La mossa ha scosso la City, anche perché ha coinvolto due grandi banche (Deutsche Bank e Exane/Bnp Paribas). Gli accusati avrebbero guadagnato 2,5 milioni di sterline dal loro utilizzo illecito di informazioni privilegiate.

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