Industria petrolifera britannica rischia il collasso

24 Febbraio 2016, di Mariangela Tessa

NEW YORK (WSI) – L’industria petrolifera del Mare del Nord rischia il collasso. E’ l’allarme lanciato in un report dell’associazione Oil and Gas Uk riferito dalla stampa britannica dal quale emerge che  quest’anno, a causa del crollo delle quotazioni del petrolio che stanno mettendo sotto pressione gli investimenti, potrebbero essere esplorati non più di sette pozzi di petrolio e gas, il numero più basso da quando sono iniziate le rilevazioni, negli anni Settanta.

L’anno scorso sono stati tredici mentre nel 2008 quaranta. Gli operatori del bacino spenderanno nella ricerca di nuovi giacimenti di idrocarburi un ottavo della media degli ultimi cinque anni.

Non solo. Dallo stesso studio emerge inoltre che, quest’anno, il 43% dei giacimenti nel Mare del Nord mostreranno un bilancio in rosso qualora il prezzo del Brent dovesse restare intorno ai 30 dollari al barile.

Tornando agli investimenti, l’associazione si aspetta che le spese crollino quest’anno sotto 1 miliardo di sterline a fronte degli 8 miliardi registrati storicamente nel settore.

Sempre secondo il rapporto, l’industria petrolifera britannica è stata finora al riparo dal crollo dei prezzi degli investimenti. E la produzione in realtà è aumentata nel 2015, anche se i ricavi sono scesi del 30% a 18 miliardi di sterline.

Per il 2016 l’associazione si aspetta che i produttori riducano ulteriormente le spese, ma sottolinea la necessita’ di agevolazioni fiscali per rimanere competitivi.

Fonte: Cnn