Indice di Gini: cos’è e come funziona

16 Aprile 2019, di Mariangela Tessa

Il coefficiente Gini, introdotto dallo statistico italiano Corrado Gini, è uno degli strumenti più diffusi per calcolare la diseguaglianze di reddito e l’iniqua distribuzione della ricchezza all’interno di un sistema sociale.

Si tratta in pratica di un numero compreso da 0 a 1. Lo zero indica una situazione in cui tutti i cittadini hanno lo stesso reddito, mentre il valore 1 corrisponde alla situazione dove una sola persona percepisce tutto il reddito del paese mentre tutti gli altri hanno reddito nullo. In altre parole, più basso è il valore, più uguale è la distribuzione.

A volte l’indice di Gini viene moltiplicato per cento, diventando così un valore tra 0 e 100, più facile da visualizzare graficamente e da comprendere nei suoi trend di crescita o di decrescita.

Nel 2016 gli studiosi del Buffett Institute for Global Studies hanno elaborato una mappa del mondo basata sull’indice di Gini, che evidenzia quale sia la situazione della disuguaglianza economica paese per paese.

Da quest’ultima emerge che in Europa, i paesi con minori diseguaglianze sono i paesi scandinavi, la Germania e alcuni paesi dell’Est Europa (Slovenia, Slovacchia, Repubblica Ceca), con un indice di Gini compreso tra lo 0,25 e lo 0,30. Al contrario, i paesi con il più alto indice di concentrazione della ricchezza sono Bolivia e Colombia in Sud America, e Namibia, Gambia e Sud Africa in Africa, con valori vicini allo 0,66.

Disuguaglianze, una cartina mondiale che divide i paesi in base all'indice di Gini. Fonte Buffett Institute.