India, Banca Centrale: soldi ai poveri anziché nei servizi pubblici

13 Agosto 2014, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Il governatore della Banca Centrale indiana, Raghuram Rajan, ha esortato il governo a trasferire direttamente denaro ai poveri invece di offrirlo ai servizi pubblici, essendo certo che risulterebbe molto più utile, evitando in questo modo che finisca in mano ad intermediari e politici corrotti.

I soldi, come riporta Bloomberg, responsabilizzerebbero i poveri a scegliere dove acquistare le merci, offrendo un’alternativa ai monopoli gestiti dal governo e creando così concorrenza nel settore privato: “Uno dei maggiori pericoli per la crescita dei Paesi in via di sviluppo è la trappola del reddito medio, dove il capitalismo crea oligarchie che rallentano la crescita”, ha detto Rajan, “per evitare questa trappola e per rafforzare la nostra democrazia, dobbiamo migliorare i servizi pubblici, soprattutto quelli indirizzati alle persone più povere”.

L’India l’anno scorso ha investito 1.250 miliardi di rupie (20,4 miliardi dollari) per un programma di distribuzione di derrate alimentari, il più grande al mondo. Il problema però è che gli sprechi e i furti hanno impedito di raggiungere le persone più affamate.
Più di due terzi degli indiani infatti mangiano meno dell’obiettivo minimo fissato dal governo, portando l’India ad essere uno dei Paesi al mondo con il più alto tasso di bambini malnutriti.

Il nuovo piano prevede ora l’identificazione dei poveri, la creazione quindi di identificatori biometrici univoci, e l’apertura di conti bancari collegati.
“La corruzione ha rovinato il Paese” ha dichiarato il primo ministro indiano Modi, “prometto che lotteremo con piena forza per risolvere questo problema”.