Immobiliare Italia: prezzi sempre più bassi

20 Novembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Per il 2013 è prevista una nuova flessione delle compravendite di case, sebbene la contrazione si preannunci inferiore a quella registrata lo scorso anno e tenda a perdere di intensità con il passare dei trimestri. L`anno in corso dovrebbe chiudersi con un numero di compravendite nell`ordine delle 407mila unità, cui corrisponde una variazione annuale pari a -8,3%.

Nel prossimo biennio le transazioni dovrebbero aumentare ad un ritmo superiore al 9% annuo, rimanendo pur sempre al di sotto delle 500mila unità. E’ quanto emerge dai dati dell’Osservatorio sul Mercato Immobiliare curato da Nomisma in occasione di un evento in collaborazione con Intesa Sanpaolo

Questo scenario presuppone tuttavia, una prosecuzione dell`aggiustamento dei prezzi degli immobili: il repricing, cominciato in ritardo rispetto alla caduta delle compravendite, proseguirà anche nel prossimo biennio, seppure con un`intensità via via decrescente. L`aggiustamento verso il basso dei valori immobiliari sarà significativo nel 2014 in tutti i comparti, sarà più contenuto nel 2015 (con decrementi di entità inferiore ai 2 punti percentuali), mentre occorrerà attendere il 2016 per tornare ad avere segni positivi.

Nella seconda metà del 2013 il mercato immobiliare nelle maggiori città italiane ha mantenuto un`intonazione negativa associata ad una stabilizzazione di alcuni indicatori, che potrebbero essere interpretati come segnali di una possibile inversione di tendenza nel breve periodo.

Nomisma, nel suo Osservatorio, fotografa come l`andamento tra offerta e domanda di acquisto si attenui nelle zone di pregio e centrali; tendenza analoga per il segmento delle locazione ad uso abitativo: sul mercato è presente una domanda esigua, ma in grado di rispettare gli impegni contrattuali.

Dal preconsuntivo Nomisma riferito all`anno 2013 emerge che le compravendite di abitazioni in Italia potrebbero calare dell`8,3%, attenuando in maniera significativa l`elevata intensità della flessione registrata nel 2012 e pari al 25,8%.

Questo fenomeno si registra anche nei 13 maggiori mercati che, a fine 2013 potrebbero fare registrare una variazione annua negativa del 5,6%, che fa sintesi delle due variazioni tendenziali, il -6% rilevato nel primo semestre e il -5,2% stimato per il secondo. Per Nomisma la lettura opportuna da dare a questo fenomeno è di progressivo esaurimento della forte spinta recessiva e di graduale stabilizzazione del mercato su quantità che, rispetto al periodo pre-crisi, si sono ridimensionate di circa il 40-50%.

L`istituto di ricerca evidenzia come nel segmento non residenziale il calo del mercato delle compravendite si sia comunque attenuato, con un`oscillazione del -7,1% a livello nazionale rispetto al -24,1% dell`anno precedente.

Mentre fino al primo semestre 2013 la tendenza al peggioramento era comune a tutti i fattori che concorrono a descrivere il grado di liquidità degli immobili, nel secondo semestre non si registrano significative variazioni e gli indicatori si confermano sui livelli precedenti o in leggera crescita.

Nomisma evidenzia come i tempi medi di vendita di abitazioni usate si siano stabilizzati (8,4 mesi in media), mentre si sono allungati di appena 10 giorni quelli relativi a uffici e negozi, portandosi rispettivamente a 10,8 e 10,1 mesi dopo un periodo caratterizzato da allungamenti progressivi.

Nel semestre si è assistito ad un allineamento dello sconto rispetto a quello praticato nella prima metà dell`anno per abitazioni e uffici, mentre è aumentato quello relativo ai negozi. Nel mercato residenziale si è raggiunto di media il 16,5% (abitazioni usate) e 11,5% (abitazione nuove), per gli uffici il 17,7% e per i negozi il 17,4%.

I prezzi, invece, registrano nel secondo semestre una variazione del -2% per le abitazioni nuove, del -2,2% per quelle usate, del -2,3% per gli uffici e del -1,9% per i negozi.
(TMNews)