Il voto Usa non scalfirà “America First”, avanti pressing su Cina

7 Novembre 2018, di Mariangela Tessa

I risultati delle elezioni americane di midterm, che hanno visto i Democratici riconquistare, dopo otto anni, la maggioranza della Camera dei Rappresentati, non cambieranno la politica commerciale degli Stati Uniti. Secondo gli osservatori infatti è improbabile che i risultati di ieri appannino la filosofia del presidente Usa, Donald Trump, “America First”.

Il voto di ieri – fanno notare da più parte gli analisti –  è destinato a creare grattacapi a Trump in diverse aree, come la spesa militare, rendendo difficile per Trump approvare leggi  importanti. Ma sulla politica commerciale, una delle aree più rilevanti per la comunità internazionale, il presidente gode di ampi poteri, che può svolgere indipendentemente dal fatto che il Congresso sia o meno diviso.

Questo perché “il Congresso non ha molta capacità di controllare la politica commerciale”, hanno scritto in una nota gli analisti di RBC Capital Markets.

“Lo Studio Ovale ha ampi poteri per agire unilateralmente”, il che significa che probabilmente “sul commercio sarà la stessa, se non peggio”, ha detto alla CNBC Steven Okun, senior advisor presso la McLarty Associates.

Come se non bastasse, sia i democratici sia i repubblicani sostengano una posizione più dura sul commercio cinese e sulle pratiche riguardanti la proprietà intellettuale. Di conseguenza, il presidente potrebbe godere di un sostegno bipartisan sul pressing attuato nei confronti di Pechino per ridurre il deficit bilaterale.

Gli unici problemi sorgerebbero nel caso in cui Trump dovesse introdurre tariffe sull’Unione europea o ritirare gli Usa dall’Organizzazione mondiale del commercio. In questi casi, i democratici potrebbero ipoteticamente intervenire.

“Mentre il commercio non è necessariamente un problema per i democratici, è improbabile che sosterranno una guerra commerciale con alleati tradizionali come l’Unione europea”, hanno confermato gli economisti di ING.