Il vero problema delle banche? I clienti

23 Ottobre 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Non esiste una competizione sufficiente all’interno del sistema bancario del Regno Unito. Ma il problema, a sorpresa, non è la presenza di banche che accentrano il loro potere creando un mercato monopolistico. Il problema…sono i clienti stessi, in particolare quelli particolarmente pigri.

Vani i tentativi di banche come Aldermore e Metro Bank di attrarre potenziali clienti con nuovi servizi che rendono più conveniente il trasferimento dei loro conti da un istituto all’altro. I consumatori, come riporta un articolo di Business Insider, non sono semplicemente interessati. Di conseguenza, le banche non si impegnano abbastanza per i loro clienti.

A rivelarlo è la stessa autorità di mercato e di competizione del Regno Unito, la CMA (Competition and Markets Authority), che ha pubblicato la prima bozza della sua ricerca approfondita sul sistema bancario. Questo, mentre esplode la polemica dopo le dichiarazioni rilasciate da John McFarlane, presidente di Barclays, che ha attaccato il sistema dei bonus che vengono percepiti dagli investment banker, affermando che questo tipo di pagamenti non fa altro che incoraggiare i banchieri a fare il minimo indispensabile.

Tornando al report si legge: “Nonostante alcuni sviluppi incoraggianti, visto che ci sono troppi pochi clienti che cambiano banche, gli istituti non sono incentivati a impegnarsi di più per competere a favore dei consumatori, attraverso l’offerta di prodotti migliori o di prezzi più convenienti”. Il risultato è che “banche più piccole o migliori hanno difficoltà a rafforzare la loro presenza”.

E sicuramente non si può dire che manchino, allo stato attuale delle cose, gli incentivi. Il report rileva infatti che chi ha conti in profondo rosso risparmierebbe ben 260 sterline l’anno (l’equivalente di $402) se cambiasse banca, mentre in media il risparmio generale dei correntisti, nel caso di trasferimento dei conti – sarebbe di 70 sterline ($108) l’anno.

Come è possibile che la presenza di offerte molto più appetibili non scatenino nei correntisti il desiderio di agire? Uno dei motivi è che, nonostante l’erogazione di nuovi servizi che rendono il trasferimento più agevole, la maggior parte dei clienti vede il cambiare banca come una noiosa incombenza da sbrigare.

Come risolvere questa situazione? Educando i correntisti e facendo maggiore informazione. La Commissione suggerisce di puntare per esempio su Midata, uno strumento bancario online che è stato lanciato con il sostegno del governo, e che permette ai clienti di accedere online alla storia dei movimenti bancari. Utile sarebbe anche creare un sito che permetta alle piccole e medie imprese di paragonare i nuovi prezzi che le nuove offerte presenti sul mercato.

“E’ difficile che i problemi del mercato verranno risolti creando maggiori banche, o banche più piccole; è proprio il problema di fondo che deve essere affrontato”, afferma il CMA. Il focus deve essere dunque sulle attività di marketing e di promozione.

Al momento, una cosa è certa. La stessa proliferazione di istituti bancari piccoli sta frenando la loro competizione, rafforzando il potere dei principali colossi della City. Banche innovative come Metro Bank, Mondo e Atomo Bank si stanno rivolgendo alla stessa nicchia: una nicchia che però non sta rispondendo alle loro soluzioni; di conseguenza, più sono le banche più il loro potere viene diluito in quanto, non crescendo il mercato di nicchia a cui si rivolgono, ognuna è costretta ad accontentarsi della piccola quota che è riuscita a conquistare. (Lna)