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Il ruolo dell’OCF per far crescere la consulenza finanziaria

La consulenza finanziaria italiana si trova oggi in un passaggio decisivo. Da un lato cresce la complessità dei mercati e aumenta la richiesta di competenze specialistiche; dall’altro, quasi la metà dei giovani adulti nel nostro Paese dichiara di non sentirsi preparata nella gestione del proprio risparmio.

È qui che il ruolo dell’OCF diventa centrale: non solo come autorità di controllo, ma come presidio qualificato in grado di accompagnare l’intera categoria verso un salto di qualità professionale, culturale e generazionale. L’OCF nasce per garantire la tutela del risparmio attraverso la vigilanza sull’Albo, ma negli anni ha assunto un profilo più ampio: quello di un organismo che presidia l’integrità del sistema, promuove la trasparenza e stimola la crescita professionale delle persone che vi operano.

Oggi questo ruolo può e deve essere esercitato in modo ancora più strategico. Perché la crescita dei consulenti non è un fatto “corporativo”: è un fattore essenziale per lo sviluppo del Paese, per la qualità delle decisioni economiche delle famiglie e per la competitività del sistema finanziario italiano nel contesto europeo.

Gli spazi di intervento

Il primo ambito su cui è importante intervenire riguarda il rafforzamento della qualità dell’accesso alla professione. La formazione e la selezione iniziale rappresentano il punto di partenza per costruire un settore credibile e preparato. OCF vigila affinché l’esame d’ingresso resti un vero presidio di competenze, aggiornando continuamente i contenuti alle trasformazioni del mercato. Un Albo forte inizia da una soglia d’ingresso coerente con la natura sempre più tecnica di questa professione.
Il secondo asse è quello dell’aggiornamento continuo. Un consulente competente è un consulente che studia, si confronta e mantiene vivo il proprio profilo professionale. Per questo è necessario promuovere un modello di formazione continua che sia realmente al servizio del consulente: più flessibile, più aderente al lavoro sul campo, più attento alle aree di frontiera dell’innovazione finanziaria. La capacità della categoria di crescere dipende dalla qualità degli strumenti che le mettiamo a disposizione.

Il terzo pilastro riguarda la vigilanza come strumento di valorizzazione, non di penalizzazione. Un sistema di controlli moderno non serve solo a individuare le irregolarità, ma a creare condizioni di lavoro stabili e trasparenti per la maggioranza dei professionisti che opera correttamente. Questo significa regole chiare, tempistiche certe, orientamenti interpretativi omogenei. Ogni consulente deve percepire che il rispetto delle regole di condotta non è un vincolo, ma un vantaggio competitivo per sé e per i propri clienti.

Un quarto elemento – sempre più decisivo – è l’apertura alle nuove generazioni. L’Italia vive un evidente squilibrio demografico: pochi giovani, molti adulti in fase di disinvestimento, un risparmio accumulato che chiede progettualità. La consulenza può svolgere un ruolo sociale determinante, perché aiuta a costruire percorsi di vita sostenibili. OCF, in questo, può essere un acceleratore: facilitando l’accesso dei giovani all’Albo, sostenendo la loro qualificazione, promuovendo iniziative nelle università e contribuendo a rendere la professione più attrattiva. Senza ricambio generazionale, la consulenza non può crescere.

Infine, un capitolo che considero strategico: il dialogo con le istituzioni nazionali ed europee. Il quadro regolamentare sta ridefinendo il perimetro della professione. L’OCF deve continuare a portare nelle sedi istituzionali la voce della categoria, tutelando un equilibrio che garantisca da un lato trasparenza per i cittadini e dall’altro sostenibilità operativa per i professionisti. Un approccio pragmatico, fondato su dati e esperienza, può contribuire a creare un contesto di regole più chiaro, più coerente con la realtà del mercato e meno frammentato.

Il ruolo dell’OCF

La crescita della consulenza italiana passa dunque da qui: qualità, formazione, trasparenza, vigilanza moderna, attrazione dei giovani, interlocuzione istituzionale. L’OCF è pronto a fare la sua parte, con equilibrio e responsabilità. Perché una categoria più forte significa famiglie più consapevoli, mercati più solidi e un Paese più capace di trasformare il risparmio in futuro.

L’articolo integrale è stato pubblicato sul numero di dicembre del magazine Wall Street Italia. Clicca qui per abbonarti.