Investire nelle eccellenze del made in Italy per sostenerne la crescita e lo sviluppo sui mercati internazionali. E’ questo l’obiettivo che si è dato FARO Alternative Investments Sicav, fondo multicomparto di investimenti alternativi che opera con strategie diversificate (private equity e venture capital) nei settori della real economy, del fashion e dell’innovation e supportato da società di consulenza specializzate.
Di tutto questo ne abbiamo parlato con Mario Gardini, partner di Faro Value, lead investiments advisor di FARO Alternative Inventments, con il quale abbiamo fatto il punto anche sulla convergenza tra il mondo del wealth management e quello dei private market.
Dott. Gardini, partiamo dalla visione. In cosa si distingue la strategia di FARO Alternative Investments?
FARO nasce dall’esperienza di Orienta (società di investimento specializzata in operazioni di club deal e partecipazioni finanziarie, ndr) e da un track record costruito con 19 operazioni di successo nelle PMI italiane. La differenza rispetto ad altri player sta nel nostro approccio industriale: veniamo dalle aziende, non dalla pura finanza. Questo ci consente di instaurare un dialogo diretto con imprenditori e manager, identificando progetti di crescita concreti. Inoltre, FARO è una piattaforma multi-strategia: ogni strategia ha un team dedicato, con competenze verticali e storie di performance solide.
Come sta cambiando il private equity e che ruolo gioca il wealth management?
Negli ultimi anni il fundraising dagli istituzionali ha risentito dei tassi di interesse più alti e dei mercati volatili, ma parallelamente è cresciuto in modo esponenziale l’interesse di family office e wealth management. Gli investitori privati evoluti oggi cercano diversificazione e rendimenti decorrelati dai mercati quotati, e il private market rappresenta una risposta naturale. FARO si posiziona come “one stop shop”: una piattaforma che consente di scegliere tra diverse strategie nel private market, costruendo portafogli più equilibrati e resilienti.
In Italia però resta un enorme potenziale inespresso: quello dei fondi pensione e delle casse di previdenza, che investono in private equity molto meno rispetto agli standard internazionali. Con una normativa ad hoc che favorisca l’allocazione di lungo periodo in asset alternativi, si potrebbe attivare un volano decisivo di capitali pazienti a beneficio dell’economia reale.
Marco Bizzarri è il nome forte del vostro fondo moda & design. Che valore porta al progetto?
Un valore unico. Con lui non offriamo solo capitale, ma vera capacità manageriale. Marco ha dimostrato di saper trasformare marchi come Bottega Veneta e Gucci in storie di successo globale. Nel fondo Fashion, Luxury & Design di FARO, insieme ad un suo team con forte competenza settoriale, mette questa esperienza al servizio delle aziende partecipate. Non vogliamo creare un polo del lusso stile Kering, ma valorizzare marchi con forte identità e potenziale, accompagnandoli in percorsi di crescita sostenibile.
Quali sono i pilastri della piattaforma?
Abbiamo tre fondi già attivi: FARO Real Economy, che investe nelle PMI del Made in Italy – meccanica, food & beverage, cosmetica, aerospace, affiancando gli imprenditori in progetti di consolidamento e crescita. FARO Fashion, Luxury & Design, guidato da Marco Bizzarri e dal team Forel, focalizzato su brand di moda, lusso e arredo, con un approccio manageriale raro nel private equity. FARO Innovation, specializzato in venture capital e fintech, con una strategia che combina investimenti diretti e fondi di fondi, grazie a un team con forte track record internazionale.
E sul fronte delle operazioni già realizzate?
Negli anni abbiamo finalizzato 19 operazioni, con exit di grande soddisfazione: dalla cosmetica digitale di Passione Unghie, ceduta con un ritorno di quasi 11 volte il capitale, al food & beverage con Antico Forno della Romagna e le acque minerali Pejo e Goccia di Carnia. Abbiamo costruito piattaforme di consolidamento nella panificazione surgelata e nella cosmetica conto terzi, ma anche nel settore aerospace e difesa, rafforzando la filiera tecnologica italiana. L’ultima operazione, Sunseeker, ci ha portato nella nautica di lusso, dove due soci del nostro team hanno una lunga esperienza. Settori diversi, ma tutti strategici per l’economia italiana ed europea: dal Made in Italy al manifatturiero avanzato.
In sintesi, qual è l’obiettivo di FARO?
Divenire una piattaforma di riferimento nel private market italiano ed europeo, che si distingua per il suo approccio imprenditoriale nella gestione degli investimenti e delle partecipate. Il nostro punto di forza è la combinazione di capitale, network e competenze industriali: elementi che ci rendono partner credibili sia per gli imprenditori sia per gli investitori.