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Il nuovo presidente della Fed? Trump potrebbe decidere prima di Natale

Mentre i mercati osservano con attenzione ogni mossa della Casa Bianca, il Segretario del Tesoro statunitense Scott Bessent ha dichiarato  che c’è “una probabilità molto alta” che il presidente Donald Trump annunci il nuovo presidente della Federal Reserve prima delle festività natalizie.

Bessent, incaricato di guidare la ricerca per il successore dell’attuale presidente della Fed Jerome Powell, ha spiegato in un’intervista a CNBC che resta ancora un colloquio da completare e che non è pronto a fare previsioni su chi potrebbe ottenere l’incarico.

“Penso che ci sia una buona probabilità che il presidente faccia un annuncio prima di Natale,” ha detto. “Ma è una sua prerogativa decidere se farlo prima delle festività o all’inizio del nuovo anno. Le cose stanno comunque procedendo molto bene.”

Chi sarà il prossimo governatore della FED?

Negli ultimi mesi, Trump si è spesso mostrato critico nei confronti della Fed, dichiarando apertamente che gli piacerebbe sostituire Powell. Il presidente ha anche incoraggiato Bessent a “lavorare sul presidente della Fed” per convincere la banca centrale a ridurre il tasso d’interesse di riferimento.

In tono scherzoso, Trump avrebbe detto a Bessent: “Se non lo risolvi in fretta, ti licenzio.” Bessent ha chiarito che si trattava di una battuta: “Se fossi stato nella stanza, stava scherzando. Siamo arrivati a un punto in cui la politica monetaria è diventata molto complessa, e non si tratta più solo di tagliare i tassi.”

L’attuale mandato di Powell scade a maggio 2026, e fino ad allora dovrà gestire un Federal Open Market Committee (FOMC) diviso sulla necessità di ulteriori tagli dei tassi. Secondo recenti dichiarazioni di John Williams, presidente della Federal Reserve di New York, i mercati si aspettano in larga misura che il FOMC approvi un terzo taglio consecutivo durante la riunione di dicembre.

Nel frattempo, Bessent sta continuando a intervistare i candidati per la presidenza. Tra i finalisti sembrano esserci figure di spicco come Kevin Hassett, direttore del National Economic Council; Kevin Warsh, ex governatore della Fed; Rick Rieder, dirigente di BlackRock; e gli attuali governatori della Fed Christopher Waller e Michelle Bowman.

Una Fed più “sotto traccia”

Secondo Bessent, il ruolo della Fed potrebbe cambiare rispetto alla posizione dominante che ha assunto dall’ultima crisi finanziaria. “Penso che sia necessario semplificare un po’ le cose,” ha spiegato.

“È arrivato il momento che la Fed torni a lavorare dietro le quinte, come faceva prima, a calmare le acque e a lavorare per gli americani.”

L’idea è quella di ridurre il peso mediatico e politico della banca centrale, che negli ultimi anni ha influenzato in modo molto diretto i mercati finanziari e l’economia reale con le sue decisioni sui tassi e sugli stimoli monetari. Per Bessent, una Fed più discreta potrebbe contribuire a stabilizzare l’economia senza diventare protagonista di ogni notizia finanziaria.

Le implicazioni per i mercati

La possibile nomina di un nuovo presidente della Fed prima di Natale ha già catturato l’attenzione di investitori e analisti. Qualsiasi decisione sul cambio alla guida della banca centrale può avere effetti immediati sui mercati obbligazionari e azionari, dato che gli operatori cercano di anticipare le mosse sui tassi di interesse.

Un cambio di leadership potrebbe anche influenzare la politica monetaria futura, in particolare in un contesto in cui il FOMC è diviso sul bisogno di ulteriori tagli dei tassi. La scelta di Trump sarà quindi seguita con grande attenzione non solo dagli Stati Uniti, ma da tutti i mercati globali, dato il ruolo centrale della Fed nell’economia mondiale.

Se la nomina avverrà effettivamente prima di Natale, come suggerisce Bessent, sarà un momento cruciale per la Fed e per i mercati finanziari. Tra le decisioni più immediate da affrontare ci saranno i futuri tassi d’interesse e il ruolo stesso della banca centrale nell’economia americana. La scelta del presidente della Fed rappresenta sempre un segnale chiave sulla direzione della politica monetaria e sul futuro economico degli Stati Uniti, e questa volta l’attenzione è ulteriormente accentuata dalle dichiarazioni forti e critiche di Trump su Powell e sulla gestione dei tassi.