Il flop dei micro appartamenti giapponesi

3 Ottobre 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Quando fu costruita nel 1972 dall’architetto giapponese Kisho Kurokawa, la Nakagin Capsule Tower a Tokio, sembrava essere il prototipo della casa del futuro.

Oggi invece, a più di 40 anni di distanza, quella che era considerata ai tempi una visione futuristica è rimasta semi abbandonata e in condizioni desolanti.

Il motivo è semplice. Quando era stata ideata e poi costruita, negli anni 60, si stava vivendo un momento molto importante per l’architettura, il Metabolismo. L’idea di questo movimento era quello di creare un ambiente di vita flessibile che poteva facilmente essere mantenuto con parti sostituibili nel corso degli anni e dar vita ad un tipo di struttura urbana duttile e mutevole.

Composta da 140 parti di cemento, ogni capsula o appartamento della torre è di 300 metri quadrati e poteva essere assemblata tutta in una fabbrica, dalla moquette ai bagni, per poi essere rispedita direttamente al sito e montata nella struttura come se si trattasse di un puzzle.

Tutto sarebbe poi stato avvitato sul nucleo della casa e l’intenzione originaria era quella di sostituire i singoli appartamenti ogni 25 anni, per evitare il degrado.

Tuttavia, questo nuovo prototipo di casa è stato quasi subito abbandonato e ad oggi, nessuna delle parti al suo interno è mai stata sostituita, soprattutto perché il costo per una sostituzione è troppo elevato.

Ora la torre affronta ogni anno la minaccia della demolizione e solamente meno di 15 appartamenti su un totale di 140 sono attualmente occupati.