I sei lavori del futuro

3 Giugno 2019, di Alessandra Caparello

I bambini che nascono oggi nel 2040 saranno all’inizio della loro carriera lavorativa. L’automazione ha già eliminato milioni di posti di lavoro nei settori manifatturiero, della ristorazione e della vendita al dettaglio, e non c’è dubbio che alla fine influenzerà ogni altro settore.

Secondo una previsione dell’Institute for the Future (IFTF), l’85% dei posti di lavoro nel 2030 non è ancora stato inventato e dieci anni dopo, la forza lavoro potrebbe essere totalmente irriconoscibile. Alla luce di questa rivoluzione prorompente, la domanda specie dei neo genitori è quale lavoro farà il proprio figlio nel futuro. Ecco sei lavori del futuro:

Virtual Store Manager: Sempre più consumatori fanno acquisti online, ma hanno ancora bisogno di un contatto umano. In futuro, i marchi cercheranno di inserire personale nei loro spazi digitali, come afferma Steve Cadigan, co-fondatore di ISDI. Ironia della sorte, avranno bisogno di esseri umani per questa attività.

Robot Mediator: man mano che le collaborazioni robot-umano diventeranno più comuni, sorgeranno complicazioni e ciò potrebbe creare nuovi e ausiliari posti di lavoro. Ad esempio i terapisti dell’IA saranno la prossima evoluzione dei professionisti della salute mentale, aiutando i lavoratori ad affrontare i loro colleghi non umani”.

Allenatore di robot: se gli algoritmi che controllano le funzioni dei robot diventeranno standardizzati, potrebbe esserci bisogno di lavoratori che hanno il compito di interfacciarsi con loro.

Tra gli altri lavori troviamo il controllore di traffico dei droni, progettista di realtà aumentata fino ai Micro Gig Agents. Mentre la gig economy si espande, i consulenti indipendenti lavoreranno a fianco di un numero crescente di appaltatori indipendenti come afferma Christie Lindor. I micro agenti della gig economy si comporteranno come agenti incaricati di aiutare i freelance a trovare e commercializzare i loro progetti. “Le persone avranno ‘micro’ progetti contrattuali di durata variabile invece dei posti di lavoro a tempo pieno e a tempo indeterminato di oggi”, dice l’esperto.