HSBC: utili semestrali in crescita, si dimette a.d. Flint

5 Agosto 2019, di Mariangela Tessa

HSBC ha annunciato a sorpresa le dimissioni del suo amministratore delegato John Flint in carica dal febbraio 2018.  Lo comunica la banca, specificando che il manager ‘resta a disposizione per assistere l’istituto nella transizione’ in questa difficile fase internazionale.

John Flint, 51 anni, ha passato tre decenni in Hsbc. Flint ha dichiarato di ritenere che questo sia un ‘buon momento per un cambiamento, per me e per la banca’. Noel Quinn, numero uno della divisione banca commerciale di Hsbc, è stato nominato amministratore delegato ad interim, in attesa che l’istituto trovi un nuovo ceo. La sua ricerca avverrà sia all’interno della banca che fuori.

Tutto questo mentre la banca ha annunciato un piano di riduzione della forza lavoro del 2% a livello globale, pari a circa 4mila posti di lavoro, al fine di gestire meglio i costi in condizioni di mercato molto difficili. “Annunciamo un programma di ristrutturazione”che “riguarda il 2% dei nostri dipendenti”, ha dichiarato il direttore finanziario della banca, Ewen Stevenson, in occasione di una conference call sccessiva alla presentazione dei conti del primo semestre, precisando che tali tagli riguarderanno anche ruoli manageriali.

La banca britannica ha comunicato di aver chiuso il primo semestre del 2019 con un utile pretasse di 12,4 miliardi di dollari, in rialzo del 15,8% rispetto a un anno fa. Il risultato comprende anche 828 milioni di dollari riconosciuti alla banca dopo la fusione della filiale The Saudi British bank (Sabb) con Alawwal bank in Arabia Saudita, oltre ad altri proventi non ricorrenti per 615 milioni e tagli di costi per 248 milioni.

L’utile netto è salito del 18,1% a 9,9 miliardi. I ricavi sono saliti del 7,6% e dell’8% in termini adjusted. La banca ha anche annunciato l’intenzione di lanciare a breve un programma di buyback da un miliardo di dollari. Hsbc, di fronte alle mutate condizioni di politica monetaria negli Usa ha indicato di aspettarsi di non riuscire a centrare l’obiettivo di un Rote al 6% nel 2020 negli Stati Uniti, anche se è stato confermato il target di un Rote sopra l’11% a livello globale nel 202