Hsbc: il “podio” dei beni rifugio, quando i mercati soffrono

29 Gennaio 2019, di Alberto Battaglia

L’indice S&P 500 da inizio anno ha guadagnato il 5,4%, dopo un finale di 2018 assai poco confortevole per i mercati azionari. L’indice “della paura” Vix, che mostra le aspettative sulla volatilità è passato dai 35,5 punti del 26 dicembre ai 19,2 punti attuali: segno che, nel prossimo mese, gli operatori si attendono meno turbolenza.

I timori di un rallentamento economico superiore al previsto, date le numerose incognite in campo (dai negoziati Cina-Usa alla Brexit), hanno spinto comunque la banca britannica Hsbc a condurre un test dedicato ai beni rifugio in contesti ad elevata volatilità. La calma, infatti, potrebbe essere solo apparente.

Hsbc ha compiuto 10 milioni di simulazioni su vari portafogli ed eletto, di conseguenza, i tre investimenti che offrono i miglior rapporto tra rischio e rendimenti in fasi di elevato stress sui mercati.

I primi tre beni rifugio in caso di turbolenze, in ordine

Al primo posto, trionfano i Treasury bills, in particolare a breve scadenza. Questo rimane l’investimento più valido in termini di rischio-rendimento anche quando sono proprio i maggiori rendimenti dei bond a guidare le vendite sull’azionario.

Anche se i rendimenti obbligazionari si muovono nella direzione opposta a quella dei prezzi, il fenomeno del cosiddetto “flight to quality” è in grado di compensare le perdite in conto capitale, ha spiegato l’head of multi asset strategy di Hsbc Pierre Blanchet.

“Anche durante le fasi in cui i mercati azionari stanno vendendo, la nostra analisi mostra che un’elevata allocazione nei Treasury a breve termine è ottimale”, ha affermato Blanchet. “Quello che abbiamo visto negli ultimi tempi è che, anche quando i rendimenti più elevati innescano un sell-off, spesso [questi ultimi] tendono a scendere”. E lo fanno poco dopo la caduta dell’azionario, “spingendo i prezzi dei Treasuries più in alto”.

Il secondo gradino del podio spetta allo yen giapponese. “Se dovessimo vedere un periodo di rimpatrio attraverso i mercati finanziari globali, il campanilismo degli investitori giapponesi potrebbe dominare i deflussi dagli investitori stranieri in Giappone. Il risultato: una fase di risk-off sui mercati finanziari globali potrebbe rafforzare lo yen giapponese”, ha detto Blanchet.

Solo al terzo posto in termini di rischio-rendimento troviamo il bene rifugio per eccellenza: l’oro. A garantire l’attrattiva del metallo giallo nel corso della grande crisi è stata la debolezza del dollaro sul Forex, ha sottolineato Hsbc. Poiché la banca non si aspetta un deprezzamento del biglietto verde nello scenario della prossima recessione, l’appeal dell’oro sarebbe solo terzo rispetto a T-bond e allo yen giapponese.

L'indice S&P 500 da inizio anno ha guadagnato il 5,4%, dopo un finale di 2018 assai poco confortevole per i mercati azionari. L'indice “della paura” Vix, che mostra le aspettative sulla volatilità è passato dai 35,5 punti del 26 dicembre ai 19,2 punti attuali: segno che, nel prossimo mese, gli operatori si attendono meno turbolenza. I timori di un rallentamento economico superiore al previsto, date le numerose incognite in campo (dai negoziati Cina-Usa alla Brexit), hanno spinto comunque la banca britannica Hsbc a condurre un test dedicato ai beni rifugio in contesti ad elevata volatilità. La calma, infatti, potrebbe essere solo apparente. Hsbc ha compiuto 10 milioni di simulazioni su vari portafogli ed eletto, di conseguenza, i tre investimenti che offrono i miglior rapporto tra rischio e rendimenti in fasi di elevato stress sui mercati.

I primi tre beni rifugio in caso di turbolenze, in ordine

Al primo posto, trionfano i Treasury bills, in particolare a breve scadenza. Questo rimane l'investimento più valido in termini di rischio-rendimento anche quando sono proprio i maggiori rendimenti dei bond a guidare le vendite sull'azionario. Anche se i rendimenti obbligazionari si muovono nella direzione opposta a quella dei prezzi, il fenomeno del cosiddetto “flight to quality” è in grado di compensare le perdite in conto capitale, ha spiegato l'head of multi asset strategy di Hsbc Pierre Blanchet.
"Anche durante le fasi in cui i mercati azionari stanno vendendo, la nostra analisi mostra che un'elevata allocazione nei Treasury a breve termine è ottimale", ha affermato Blanchet. “Quello che abbiamo visto negli ultimi tempi è che, anche quando i rendimenti più elevati innescano un sell-off, spesso [questi ultimi] tendono a scendere". E lo fanno poco dopo la caduta dell'azionario, "spingendo i prezzi dei Treasuries più in alto”.
Il secondo gradino del podio spetta allo yen giapponese. “Se dovessimo vedere un periodo di rimpatrio attraverso i mercati finanziari globali, il campanilismo degli investitori giapponesi potrebbe dominare i deflussi dagli investitori stranieri in Giappone. Il risultato: una fase di risk-off sui mercati finanziari globali potrebbe rafforzare lo yen giapponese", ha detto Blanchet. Solo al terzo posto in termini di rischio-rendimento troviamo il bene rifugio per eccellenza: l'oro. A garantire l'attrattiva del metallo giallo nel corso della grande crisi è stata la debolezza del dollaro sul Forex, ha sottolineato Hsbc. Poiché la banca non si aspetta un deprezzamento del biglietto verde nello scenario della prossima recessione, l'appeal dell'oro sarebbe solo terzo rispetto a T-bond e allo yen giapponese. [caption id="" align="alignnone" width="890"]beni rifugio, oro ai massimi di sei mesi Le incertezze geopolitiche e le tensioni commerciali hanno favorito l'oro, salito ai massimi di sei mesi in area 1.310 dollari l'oncia[/caption]