Investimenti

Hedge fund: dopo un 2023 deludente si affidano alla regola d’oro di Buffett

Dopo un 2022 disastroso, il 2023 è stato un anno di rimbalzo per i mercati finanziari. Ma ma non è stato comunque clemente con gli fondi hedge, il cui obiettivo principale è quello di garantire ai propri investitori, tipicamente high-net-worth, rendimenti superiori a quelli del mercato. Invece, secondo un recente sondaggio condotto da BNP Paribas, gli hedge fund hanno registrato rendimenti medi del 6,67% a livello globale per tutto il 2023, l’1,5% in meno rispetto gli obiettivi prefissati e ben al di sotto della media dei principali indici di Wall Street. Un esempio per tutti: l’S&P 500 ha prodotto un rendimento del 24% lo scorso anno. Performance che fa impallidire i guadagni di alcuni dei più grandi e noti hedge fund, come il fondo Wellington di Citadel o il fondo Sculptor Master, che hanno registrato nel 2023 rendimenti rispettivamente del 15,3% e del 12,9%.

Hedge fund si affidano a Buffett

Spinti dalla performance stellari dei titoli a grande capitalizzazione, molti hedge fund hanno deciso di modificare il loro approccio, affidandosi ad uno dei più importanti consigli di investimento di Warren Buffett, quello secondo il quale i fondi indicizzati sono il modo migliore di entrare nel mercato azionario. Una strategia, quest’ultima, che non riflette il modus operandi dei fondi speculativi: per via delle commissioni elevate, che li rendono una forma di investimento appannaggio di investitori con un patrimonio netto elevato, i fondi hedge sono tipicamente coinvolti in strategie ben più complicate rispetto a quelle dei fondi indicizzati. Ora, il ricorso a questo approccio, è un chiaro segno che gli hedge fund sono alla ricerca di un salvagente.

I dati dell’Hedge Fund Trend Monitor di Goldman Sachs rivelano che gli hedge fund stanno riducendo la loro sottoperformance rispetto ai fondi indicizzati spostando il peso dei loro portafogli  verso i titoli ad alto tasso di crescita, come i “Magnifici 7” (Alphabet, la capogruppo di Google, Amazon.com, Apple, Meta, la capogruppo di Facebook, Microsoft, Nvidia e Tesla). Degli oltre 700 hedge fund analizzati, quasi uno su sette possiede Amazon, Microsoft e Meta tra le sue 10 maggiori partecipazioni.

Rischi dietro l’angolo

Questa strategia di investimento senza fronzoli è, senza dubbio, una delle migliori per garantire guadagni a lungo termine e a basso costo. Tuttavia, il fatto che sia adottata dai fondi speculativi fa emergere diversi problemi. Uno di questi è che molti hedge fund sembrano quasi indistinguibili l’uno dall’altro, in quanto si accalcano nelle stesse posizioni. Questo potrebbe avere enormi implicazioni se il mercato dovesse cambiare in peggio e questi fondi dovessero agire all’unisono in modo avventato.

Un altro problema è che gli investitori in hedge fund, a questo punto, non ricevono i servizi per cui pagano: questo fondi spesso richiedono ai loro clienti commissioni di servizio elevate, in genere una commissione di gestione pari al 2% del valore patrimoniale netto e una commissione di performance pari al 20% dei profitti, oltre a un investimento minimo che in genere parte da 100.000 dollari ma può arrivare a 1 milione di dollari. Questi costi rendono gli hedge fund meno accessibili agli investitori medi, ma se i fondi si limitano a comprare e a detenere ciò che i fondi indicizzati detengono, a quel punto verrebbe meno il senso di investire in hedge, che comunque offrirebbero rendimenti inferiori al mercato.