HACKERS ATTACCANO I MAGGIORI SITI DI INTERNET

9 Febbraio 2000, di Redazione Wall Street Italia

(notizia delle 19:09 ora di New York dell’8 febbraio)

Allarme rosso. L’internet trema, per la prima volta, sotto l’attacco concentrico e coordinato dei terroristi.

Anche i siti di E-Bay (EBAY) e Amazon.com (AMZN), dopo Yahoo! (YHOO) e Buy.com (BUYX), sono stati sottoposti a un blitz di hackers. I pirati dell’internet hanno preso di mira la web page della popolare societa’ di aste online e della libreria virtuale leader sulla rete.

Sono dunque quattro finora gli attacchi di questo tipo, contro alcuni dei piu’ popolari web site americani. Sono stati messi a segno dai cyber-terrosti nell’arco delle ultime 24 ore.

(questa parte era stata scritta in precedenza)

Il sito di E-Bay e’ stato bombardato di milioni di hits da molte localita’ remote, probabilmente anche esterne agli Stati Uniti. La web page ha sopportato i primi danni (pagine inaccessibili, difficolta’ di downloading) a partire dalle 17:45 ora di New York, le 23:45 in Italia.

La societa’ sta cercando di ristabilire una normale accessibilita’ al sito. Le indagini sono in corso, condotte in prima linea dall’Fbi e dalle unita’ speciali che fanno capo alla Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti.

(aggiornamento)

Il sito di Amazon.com e’ stato praticamente chiuso al traffico martedi’ sera, dopo aver subito un attacco di hackers in tutto e per tutto identico a quello sperimentato da Yahoo!, Buy.com e E-Bay.

Lo ha annunciato la societa’ specializata nel monitoraggio di Internet Keynote Systems (KEYN). Keynote, che di mestiere tiene sotto controllo la velocita’ e affidabilita’ dei siti web, ha confermato di aver notato un forte calo nell’accesso al sito di Amazon, alle 20:00 ora di New York: soltanto l’1,5% di chi tentava di entrare sulla home page ci riusciva.

(ulteriore aggiornamento nella notte)

Ripetendo gli attacchi, i terroristi aumentano le chance di essere presi dall’Fbi, ma poiche’ i milioni di hits possono partire in modo coordinato da ogni angolo del mondo, la possibilita’ resta di fatto remota.

Il push contro i siti web si basa sulla pura forza dell’impatto, cioe’ sul numero delle informazioni inviate per far saltare i server, piu’ che su una tecnologia particolare o su un virus.

Gli hackers, semplicemente, inondano le web page prescelte con tanto di quel traffico che il sistema, per quanto potente, non regge piu’.

Secondo la Reuters, il sito di Yahoo nel momento di massima ”potenza di fuoco” lunedi’ e’ stato sommerso con un gigabit, cioe’ un milione di bit di informazioni al secondo, il traffico di alcuni siti medi in un’intera settimana.

I dati sono stati inviati da computer cosiddetti ”zombie” gestiti da piu’ persone facenti parti dello stesso gruppo terrorista e operanti in localita’ non identificate, certamente anche non americane.

“Il problema e’ di trovare il centro di comando che controlla tutti questi computer”, ha detto Christopher Klaus, chief technology officer di Internet Security Systems Inc. (ISSX).

Gli hackers evitano di essere identificati saltando da un network di computer a un altro per coprire le loro tracce, cancellando immediatamente qualsiasi dato che possa essere utile agli inquirenti per l’identificazione.