Guerra dazi: vigilia di colloqui infuocata, Trump inserisce 28 società cinesi nella “lista nera”

8 Ottobre 2019, di Mariangela Tessa

Appare tutta in salita la strada per raggiungere un accordo tra Cina e Stati Uniti. Nonostante le dichiarazioni del presidente Usa, Donald Trump, che si è detto ottimista sul raggiungimento di un accordo tra le due parti ( “Pensiamo che ci sia la possibilità di trovare qualcosa di molto sostanziale”, ha detto ieri), a poche ore dalla riapertura dei negoziati, in calendario giovedì e venerdì prossimo, gli Stati Uniti tornano ad attaccare Pechino. E lo fanno, inserendo 28 entità cinesi nella lista nera.

L’accusa è quella di essere implicate nelle violazioni dei diritti umani contro le minoranze musulmane nella regione del Xinjiang.

L’annuncio segue il video diffuso dalla Cnn che ritrae centinaia di uiguri con gli occhi bendati e le mani legate dietro la schiena. Fra le entità colpite spiccano otto società tecnologiche cinesi tra cui Hangzhou Hikvision Digital Technology e Zhejiang Dahua Technology, due società che controllano un terzo del mercato globale della videosorveglianza.

La notizia non fa che accentuare i già numerosi dubbi sull’esito delle trattative. Ieri Bloomberg ha anticipato la volontà di Pechino di raggiungere un accordo ristretto. Ovvero, un accordo che tenga fuori dal tavolo delle trattative alcuni dei temi-chiave che il presidente americano Donald Trump aveva fatto oggetto di discussione. Una scommessa al ribasso, che appare come una chiaro “no” a raggiungere quella “larga intesa” fortemente voluta dall’inquilino della Casa Bianca.

Il punto è che se non si troverà un accordo, gli Stati Uniti faranno scattare il prossimo 15 ottobre dazi sulle merci cinesi dal 25% al 30%, su 250 miliardi di dollari di beni.

Ieri intanto la Casa Bianca ha confermato il nuovo round di negoziati. “Le due parti cercheranno di imbastire le discussioni a livello di vice, come successo nelle scorse settimane. Gli argomenti includeranno il trasferimento forzato di tecnologie, i diritti di proprietà intellettuale, i servizi, le frontiere senza dazi, l’agricoltura e la sicurezza”, ha dichiarato la portavoce della Casa Bianca Stephanie Grisham.