Società

Grande Fratello a Montecitorio: conti in banca politici sotto osservazione

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ROMA (WSI) – Nessun grillino sa che, con tutti i suoi colleghi eletti in Parlamento, e’ diventato un “soggetto politicamente esposto”. Di per se’ sembra poco ma dietro questa definizione si nasconde molto.

Le banche da qualche tempo hanno avuto istruzioni, non si sa bene da chi, di identificare, segnalare e monitorare tutti i titolari di conti correnti che siano o siano stati deputati, senatori, consiglieri regionali, assessori regionali, presidenti di province, sindaci ed assessori comunali delle città più importanti, presidenti e amministratori delegati di società pubbliche o partecipate: più o meno 12 mila persone.

I conti correnti appartenenti a queste persone sono vigilati in maniera speciale, ogni movimentazione anomala viene subito segnalata, il monitoraggio e’ continuo e permanente e il “grande fratello” e’ in agguato, pronto ad aggredire, sanzionare e censurare qualsiasi anomalia.

Se uno dei soggetti interessati chiede spiegazioni in banca prima gli dicono di non sapere nulla, che loro eseguono solo ordini dall’alto e che non hanno la più pallida idea di quale fine fanno i dati e con cosa vengono incrociati, poi gli dicono che è a tutela del cliente e solo alla fine, se il soggetto si trova davanti un direttore di banca amico, esce fuori la verità: “Vi tengono tutti sott’occhio, se sgarrate…
Palazzo MarinoPalazzo Marino

La domanda e’: tale interferenza nella privacy di ciascun cittadino, e dunque anche in quella dei “soggetti politicamente esposti”, e’ conforme alle leggi e alla Costituzione? C’è per favore qualche luminare del diritto che ci dica con argomenti convincenti che non siamo affatto in presenza di una insopportabile intrusione nella vita di cittadini che hanno deciso di impegnarsi politicamente, una intrusione con fini che appaiono persino nobili ma che potrebbero essere anche oscuri. Cosa ne pensano i grillini?

Il contenuto di questo articolo, pubblicato da Dagospia – che ringraziamo – esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

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