Google accelera sul ritorno in ufficio: si rientra da aprile

1 Aprile 2021, di Alberto Battaglia

La stagione del lavoro da casa, per i dipendenti di Google negli Stati Uniti, sta per concludersi con una tabella di marcia più serrata rispetto ai piani finora noti. Gli uffici della compagnia, che fu fra le prime a sposare lo smart working di fronte all’emergenza Covid-19, riapriranno in varie parti del territorio americano a partire da aprile.
Parte del personale di Google avrà così la facoltà (non l’obbligo) di tornare a lavorare in presenza. Per farlo non sarà necessario essersi vaccinati contro il Covid, visto che l’azienda si è limitata a una più blanda esortazione.

“Anche negli Stati Uniti la situazione [della pandemia] è ancora altalenante e dobbiamo restare vigili per prevenire una nuova ondata del virus. Ma sono felice di poter dire che nel prossimo mese è probabile che inizieremo a dare il benvenuto ai googler in alcuni dei nostri uffici negli Stati Uniti su base volontaria”, ha scritto il nuovo responsabile delle operazioni del personale di Google, Fiona Cicconi, in un’email circolata internamente.

“E’ passato un anno da quando molti di noi hanno iniziato a lavorare da casa e il pensiero di tornare in ufficio potrebbe suscitare emozioni differenti”, ha proseguito Cicconi, “gli uffici non saranno esattamente come li ricordate, ma i nostri straordinari team del Real Estate & Workplace Services stanno facendo del loro meglio per mettervi a proprio agio, fornendo pasti, snack e servizi ove possibile”.

Google: stretta sullo smart working da settembre

Con questa decisione il colosso tecnologico si appresta così a far tornare sul posto di lavoro una prima parte del personale, in anticipo rispetto alla scadenza fissata per il primo di settembre. A partire da tale data, secondo alcuni documenti a uso interno visionati dall’emittente Cnbc, tutti i lavoratori intenzionati a lavorare da casa fuori dal territorio statunitense per più di 14 giorni all’anno dovranno presentare una richiesta formale alla società.

Quest’ultima si riserverà, comunque, il diritto di richiamare in ufficio il dipendente in qualsiasi momento. Sempre a partire da settembre il ritorno in ufficio sarà obbligatorio per almeno tre giorni alla settimana.

L’approccio di Google allo smart working, dunque, si preannuncia assai più stringente rispetto a quello adottato da altre big tech come Twitter e Facebook, che hanno fatto sapere la modalità di lavoro da remoto resterà consentita in modo strutturale.

 

Correzione: Google ha precisato che il limite dei 14 giorni citato nel presente articolo si applica solo al lavoro da remoto svolto all’estero, contrariamente a quanto scritto in precedenza.