Goldman Sachs: l’erede fondatore dà ragione a “Giuda”

16 Marzo 2012, di Redazione Wall Street Italia

New York – Il “Giuda” di Wall Street Greg Smith, alias ex dirigente di Goldman Sachs che ha dato il benservito alla banca americana attaccandola con una lettera pubblicata sul New York Times, ha ragione. E a dirlo non è uno qualunque, ma l’erede della stessa Goldman, Henry Goldman III, bisnipote del fondatore Marcus Goldman.

“La cultura è peggiorata”, rispetto ai tempi in cui la famiglia aveva il controllo diretto del colosso. L’erede, che non ha alcun investimento presso Goldman, ha anche affermato che l’opinione di Smith va al di là di Goldman, descrivendo alla fine tutto il mondo di Wall Street. “Ho pensato che l’articolo fosse un riflesso di Wall Street in generale”, ha commentato in una intervista esclusiva rilasciata a Business Insider.

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Lo chiamano già Giuda. Con la lettera scritta nell’editoriale fiume sul New York Times per annunciare le proprie dimissioni da Goldman Sachs e per denunciare l’ambiente tossico e distruttivo della banca, Greg Smith ha scatenato un vero e proprio polverone. A Wall Street, in queste ore non si parla d’altro.

E si parla di certo anche degli effetti provocati dalla lettera shock dell’ex responsabile della divisione dei derivati sull’azionario Usa attiva in Europa, Medio Oriente e Africa. Goldman Sachs ha visto infatti il proprio valore di mercato scendere di ben 2,15 miliardi di dollari, a causa del sell off che si è abbattutto sul titolo dopo la denuncia di Smith.

A nulla è servita la lettera anti-Giuda, con cui i vertici di Goldman hanno tentato di rassicurare gli attuali ma anche i precedenti dipendenti, affermando che le dichiarazioni di Smith non riflettono i valori e la cultura della società. Wall Street ha creduto a lui, a Smith, complice anche l’esodo che ormai colpisce da mesi l’istituto. Esodo che avrebbe a che fare proprio con la “tossica avidità” di Goldman di cui Smith non ha fatto assolutamente mistero.

A dire la sua è stato lo stesso ex presidente della Fed, Paul Volcker, che ha commentato la lettera dell’ex dirigente – che ha lasciato la banca dopo 12 anni – definendola “forte, radicale”.

L’intera vicenda ha fatto letteralmente impazzire la rete, con l’hashtag “Am Leaving Goldman Sachs” che si confermava il più popolare in Usa, su twitter, nelle prime ore della giornata di ieri. E poi saltano articoli che sono vere e proprie parodie come quello del sito thedailymash.co.uk che titola “Why I am leaving the Empire, by Darth Vader”.

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