Germania – contraria al QE, ricorre alla Corte di Giustizia Europea

17 Agosto 2017, di Giovanni Falcone

Dopo il fallito tentativo di bocciare il programma di “quantitative easing” lanciato dal Presidente della Banca Centrale Europa Mario Draghi all’inizio del 2015, attraverso un primo ricorso alla Corte costituzionale tedesca, oggi la Germania ci riprova.

Infatti, pochi giorni addietro, con l’indubbio appoggio del numero uno della Bundesbank, presenta un ricorso alla Corte di Giustizia Europea, sostenendo che l’iniezione di liquidità monetaria da parte della BCE da circa sessanta miliardi di euro al mese, in essere da circa un paio di anni per aiutare i Paesi con maggiori difficoltà, rappresenta un “aiuto di Stato” mascherato e perciò contrario alla ratio del libero mercato.

Weidmann, oltre che essere l’omologo del nostro Governatore della Banca d’Italia in terra tedesca è anche il Vicepresidente della BCE e candidato in pectore per la prossima guida alla scadenza del mandato dell’anno prossimo al nostro banchiere connazionale Draghi.

Quantitative easing

E’ stata l’operazione finanziaria più coraggiosa e importante dell’ultimo secolo rappresentando, come nelle intenzioni, il modo migliore per frenare le ripetute e già sperimentate speculazioni verso i Paesi maggiormente indebitati[1] che, per vendere le proprie obbligazioni (pensiamo ai BOT e ai CCT), avrebbero dovuto pagare interessi da usura.

In pratica, la misura, è stata sostitutiva della possibilità di “stampare moneta” – inibita da Statuto alla BCE – mentre al contrario è consentita alla Federal Reserve americana.

Ricordo anche che gli Stati, per attingere a questa sorta di finanziamento a tassi ragionevoli  aumentando la liquidità presso gli Istituti di credito – in pratica a costo zero e addirittura negativo per i depositi che le banche avevano presso la stessa BCE – vendendo i propri Titoli pubblici hanno dovuto accettare talune condizioni riguardanti la riduzione del debito ed una serie di riforme tendenti alla crscita.

Oggi, alcuni soloni  tedeschi – gli stessi che hanno fallito il primo tentativo presso la Corte costituzionale germanica – ci ritentano e tornano a bomba reiterando un ricorso presso la Corte di Giustizia Europea che sarà chiamata a pronunciarsi.

A mio modesto avviso, l’operazione del QE è stata geniale!

 

 

 

[1] Pensiamo al famoso “spread”