Gas, l’Italia ha scorte sufficienti per fare a meno di quello russo. Ecco perchè

28 Settembre 2022, di Mariangela Tessa

L’Italia raggiunge oggi l’obiettivo del 90% degli stoccaggi di gas in anticipo rispetto alla scadenza di fine autunno. “Un traguardo reso possibile dall’intenso lavoro portato avanti dal governo in questi mesi,  grazie anche a SNAM e al supporto di GSE e Arera”, ha sottolineato il ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani. “Tale risultato ci consente di puntare verso un obiettivo ancora più ambizioso, al quale lavoreremo nelle prossime settimane, volto a raggiungere il 92-93% di riempimento degli stoccaggi, così da garantire maggior flessibilità in caso di picchi sui consumi invernali”.

La notizia era stata anticipata dall’agenzia Bloomberg, citando fonti a conoscenza del dossier energetico italiano, spiegando come questa situazione sia stata possibile grazie alle forniture di gas liquido provenienti dal Nord Africa. L’aumento delle consegne di gas attese dall’Algeria e dall’Egitto riuscirebbe a coprire le restanti forniture che l’Italia riceve ancora dalla Russia. Il gas russo rappresenta attualmente circa il 10% delle importazioni italiane, in calo rispetto al 40% circa prima che la Russia invadesse l’Ucraina a febbraio.

“Italia tra i paesi che si mosso meglio in Europa”

L’Italia in una prima fase prevedeva di ottenere l’indipendenza dal gas russo entro la primavera del 2025, ma per riuscirsi deve aumentare la sua capacità di rigassificazione, innanzitutto con il nuovo impianto di Piombino in grado di assicurare 5 miliardi di metri cubi aggiuntivi che dovrebbe entrare in funzione nel 2023 ma che rischia di ritardare a causa delle opposizioni locali.

Secondo la ricostruzione di Bloomberg, l’Italia è uno dei paesi europei che sinora si è mosso meglio per garantire un’adeguata diversificazione delle forniture. Un portavoce del governo italiano ha rifiutato di commentare. Le esportazioni algerine di gas verso l’Italia raddoppieranno nel 2024 a 18 miliardi di metri cubi all’anno, mentre le importazioni di gas naturale liquefatto (Gnl) dall’Egitto saliranno su un livello tale da compensare l’attuale flusso dalla Russia.

Il prezzo del gas continua a correre

Tutto questo avviene mentre i future sul gas schizzano a 205 euro al megawattora alla Borsa di Amsterdam (TTF). Un rialzo in avvio di seduta già oltre il 10%, mentre l’Europa indaga sulle misteriose perdite del Nord Stream. Gli incidenti non hanno alcun impatto sulle forniture in Europa perché i collegamenti non sono attualmente in uso ma creano ugualmente tensioni sui mercati dell’energia.

A spingere in alto i prezzi, oltre alle tre perdite rilevate nei gasdotti Nord Stream pesano le dichiarazioni del colosso russo Gazprom secondo cui esiste il rischio che Mosca sanzioni Naftogaz, il gestore della rete ucraina. In tal caso, la società non potrebbe effettuare i pagamenti di gas, che finiscono poi in Europa, mettendo a rischio i flussi.