Wall Street: Dow e S&P 500 intorno ai record, Nasdaq giu’

27 Aprile 2016, di Mariangela Tessa

NEW YORK (WSI) – Chiusura a due velocità’ per Wall Street con il Dow Jones e l’S&P 500 che festeggiano i toni da “colomba” (“dovish”) usati dalla Federal Reserve nel comunicato con cui alle 20 italiane ha annunciato le sue decisioni al termine della sua due giorni di riunione: ha lasciato invariati i tassi e ha fatto notare che l’attivita’ economica in Usa sembra avere rallentato; inoltre, i timori provenienti dall’estero sono diminuiti visto che gli sviluppi economici e finanziari globali sono semplicemente “attentamente monitorati” mentre il mese scorso continuavano a “porre rischi”.

Nel finale, il Dow Jones (+0,28% a 18.041 punti) e lo S&P 500 (+0,16% a 2.095 punti) chiudono il 2% sotto i record storici. Male il Nasdaq (-0,51% a 4.863 punti), sotto il peso di Apple e Twitter.

Di fatto la banca centrale di Janet Yellen non sembra avere fretta di effettuare una stretta dopo quella dello scorso dicembre, la prima dal giugno 2006. Stando ai future sui fed funds, usati dagli investitori per fare scommesse sulla politica monetaria della Fed, il prossimo rialzo dei tassi ci sara’ a settembre mentre le probabilita’ di una stretta a giugno sono rimaste invariate rispetto a ieri al 23%.

Delusione soprattutto per i risultati di bilancio di Apple, con il titolo che in avvio cede -6% dopo la comunicazione di numeri deludenti. L’utile per azione del colosso è sceso nel secondo trimestre fiscale di Apple a $1,90 per azione, al di sotto dei $2 attesi, mentre su base trimestrale il fatturato è sceso per la prima volta in 13 anni, scendendo -13%, a $50,55 miliardi, rispetto ai $51,97 miliardi previsti dal consensus di Thomson Reuters.

Tim Cook, amministratore delegato di Apple, ha descritto i tre mesi come un “trimestre di sfide” e ha parlato di “pausa nella nostra crescita”.

Vendite anche su Twitter, il cui titolo perde -16%, dopo che anche in questo caso il bilancio è stato deludente. In particolare il fatturato è salito +36%, a $594,5 milioni nel trimestre terminato il 31 marzo, contro i $435,9 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente, quando aveva registrato un balzo +74%. Gli analisti intervistati da Thomson Reuters avevano previsto in media un fatturato di $607,8 milioni.

Debole tra l’altro l’outlook per il fatturato del secondo trimestre, che dovrebbe attestarsi nel range compreso tra 590 e 610 milioni, più basso in modo significativo rispetto ai $678 milioni attesi da Thomson Reuters.

Sul valutario, l’euro è in lieve rialzo sopra la soglia di $1,13, mentre il rapporto dollaro/yen è piatto sopra JPY 111.