Futures provano a resistere, greggio verso $107

7 Marzo 2011, di Redazione Wall Street Italia

Quando manca mezz’ora all’avvio delle contrattazioni della borsa americana i derivati sugli indici principali della borsa Usa scambiano in lieve rialzo, facendo pensare a un avvio di seduta marginalmente positivo (vedi quotazioni a fondo pagina).

Ancora una volta sotto i riflettori il greggio dopo che i contratti con scadenza aprile scambiati a New York hanno superato quota $106 al barile, ai massimi di due anni e mezzo. A monte dei continui rialzi sono i timori circa la carenza di scorte a causa delle rivolte in corso in Libia, ormai nel mezzo di una guerra civile.

Anche in altri parti del Nordafrica e Medioriente, tra cui l’Arabia Saudita, il maggiore produttore di oro nero al mondo, la sensazione e’ che il malcontento della popolazione piu’ povera possa sfociare in disordini e instabilita’. Il governo saudita ha vietato qualsiasi marcia e protesta in vista del “giorno della collera”, che prendera’ luogo venerdi’ 11 marzo.
“L’incremento dei prezzi del greggio continua a dominare i mercati e probabilmente rimarra’ il fattore chiave sul breve termine”, avverte Deutsche Bank in una nota ai clienti. Un altro rischio – sostengono gli analisti – e’ rappresentato dalle elezioni in Nigeria del 9 aprile.

Mentre le piazze europee proseguono in rialzo (Stoxx 50 +0,6%), non e’ andata cosi’ bene in Asia, dove ha rappresentato pero’ un’eccezione l’indice di Shanghai, che ha chiuso in progresso dell’1,8%, alimentato dalle politiche economiche messe a punto dal governo cinese nel fine settimana.

Sul fronte macro, il calendario e’ scarno di appuntamenti di rilievo con i soli dati sul credito al consumo in agenda. Le cifre verranno annunciate alle 21 italiane. In ambito societario Western Digital si prepara ad acquistare Hitachi Global Storage Technologies, divisione controllata per intero da Hitachi, in un’operazione in contanti e azioni del valore di circa $4,3 miliardi.

Milano si conferma il listino migliore in una sessione prudente per il resto dei listini azionari europei. Alle 12.50 circa ora italiana Londra è piatta sale dello 0,37%, piatta Francorforte, in lieve calo Parigi con un -0,21%, positiva Madrid con un +0,31%. Pesa il giudizio di Moody’s sulla Grecia, che riporta le incertezze legate al destino dei titoli di stato europei. Conseguenze anche sullo spread Italia-Germania che sale a 164 punti base.

In tutto questo, il Ftse Mib si conferma il listino migliore, salendo dello 0,9% circa grazie all’effetto Bulgari. In attesa dell’avvio delle contrattazioni a Wall Street – i futures sono lievemente positivi, anche l’euro è in fermento e si attesta al massimo dallo scorso 5 novembre superando la soglia degli 1,40 dollari al barile a 1,4015 dollari.

Sul fronte delle commodities, il petrolio torna a correre, con i futures con scadenza ad aprile quotati a New York in rialzo a 106,57 dollari al barile in rialzo del 2,15% e il Brent che supera i 118 dollari al barile, in crescita dell’1,7% circa. Rally anche per l’oro, che vola sul Comex a 1.441,1 dollari all’oncia, in rialzo di 12,6 dollari, e per l’argento. Quanto ai Treasury il rendimento del decennale avanza di 4,7 punti base, attestandosi a quota 3,54%.

Tornando a Piazza Affari, occhi puntati tutti sul titolo del lusso Bulgari, che ha infatti aperto con un balzo del 61% e che continua a guadagnare il 60% circa; tutto merito dell’accordo che permetterà al gruppo francese LVMH di rilevare il controllo della società italiana attraverso uno scambio di azioni e lanciare poi un’opa che prezza il titolo a 12,25 euro, ovvero a un premio superiore del 61% rispetto al valore di chiusura di Bulgari della scorsa settimana. Richiesti i titoli del lusso come Tod’s (+5%) e Luxottica. Si scommette sul cambiamento del capitalismo italiano del lusso e fioccano giudizi positivi sul titolo Bulgari.

Tra gli altri titoli recupera Fondiaria Sai, che aveva aperto in calo del 4%, dopo la decisione della Consob su Groupama comunicata lo scorso venerdì. Ma ora si riaccende la speculazione sui titoli.

Riguardo agli listini globali, negativa la chiusura della borsa di Tokyo, che ha ceduto l’1,75% dopo che il petrolio WTI è balzato appunto a quota 106 usd, ovvero ai massimi degli ultimi due anni e mezzo. In rialzo invece la Borsa di Shangai, che ha chiuso a +1,83%, grazie alle nuove politiche economiche cinesi annunciate nel weekend.

Alle 15:00 (le 9:00 ora di New York) il contratto future sull’indice S&P500 sale di 0,7 punti (+0,05%), a quota 1.321 punti.

Il contratto sull’indice Nasdaq 100 sale di 4,75 punti (+0,2%) a 2.364,50 punti.

Il contratto sull’indice Dow Jones avanza di 6 punti a quota 12.160 (+0,05%).