Fuga da Manhattan: in calo del 56% la vendita di case

3 Settembre 2020, di Alberto Battaglia

Il colpo inferto dal coronavirus sul mercato immobiliare residenziale di lusso a New York è stato più forte rispetto a quello della crisi finanziaria del 2008. Secondo quanto calcolato da UrbanDigs, i le vendite delle case a Manhattan sono scese del 56% fra il 23 marzo e il 16 agosto, per le abitazioni dal costo superiore ai 4 milioni di dollari il calo è stato del 67%.

A diminuire è anche l’offerta: i nuovi annunci si sono ridotti del 21%, con un calo vicino al 35% per le abitazioni del valore di almeno 4 milioni. Secondo alcuni agenti immobiliari raggiunti da Wall Street Journal non è solo stata la pandemia a scoraggiare gli acquisti di case: le residenze di lusso hanno sofferto anche per il timore che i prelievi fiscali, evocati da esponenti democratici come Alexandia Ocasio-Cortez possano erodere porzioni significative del patrimonio.

Chi ha deciso di vendere casa nei mesi della pandemia difficilmente ha evitato scottanti perdite rispetto al relativo valore pre-Covid. Il Wsj ha riferito, ad esempio, della vendita avvenuta lo scorso luglio da parte del finanziere Michael Price, affermando che il suo appartamento da oltre 835 metri quadri di Upper east side è stato venduto a metà del prezzo originariamente richiesto nel 2016: 18,8 milioni contro 38. Nel 2003 la stessa casa era stata acquistata per 14 milioni di dollari.

“A dire il vero, è necessario fare qualcosa di drastico per attirare l’attenzione”, ha detto al Wsj Ran Korolik, partner di Victor Group, sviluppatore di un progetto edilizio nel distretto di West Chelsea che ha visto un forte taglio dei prezzi degli appartamenti, in alcuni casi vicino al 50%. “Non volevo ridurre i prezzi del 15% o del 20% e poi ritrovarmi davanti qualcuno deciso a negoziare un ulteriore 15% o 20% di sconto”.

Fuori da Manhattan, tuttavia, le vendite sono ripartite. A luglio, secondo un rapporto Douglas Elliman Real Estate citato da Idealista, “i pre-contratti per case unifamiliari sono più che raddoppiati a Westchester, mentre a Long Island, esclusi Hamptons e North Fork, i contratti sono aumentati del 41% con oltre 3.500 firme”. A Brooklyn, infine, i contratti sono aumentati del 29% a luglio.