FTX, il nuovo ceo dice: “Mai vista bancarotta peggiore in 40 anni”

18 Novembre 2022, di Mariangela Tessa

Il fallimento di FTX? È la peggior bancarotta aziendale che abbia mai visto. Così John Ray III, incaricato della procedura fallimentare dell’exchange di criptovalute statunitense e neo-nominato amministratore delegato della società. Ray è uno specialista in fallimenti, avendo dedicato quarant’anni di carriera proprio alla loro gestione: è noto nel settore soprattutto per aver gestito la bancarotta della grossa società energetica statunitense Enron, la multinazionale texana attiva nel settore dell’energia, fallita una ventina di anni fa, uno dei più grandi crac della storia a Wall Street.

In base a quanto accertato dal nuovo management, le spese in FTX erano approvate tramite l’invio di una emoji su una chat interna.  “Nella mia carriera non ho mai visto un fallimento così completo dei sistemi di controllo aziendale e una così totale assenza di informazioni finanziarie credibili” ha spiegato Ray nella documentazione presentata al tribunale fallimentare, mettendo in evidenza una società dedita ad attività fraudolente, le cui operation erano concentrate nelle mani di Bankman-Fired e di una ristrettissima cerchia di individui “inesperti, ingenui e potenzialmente compromessi”.

Informazioni finanziarie inaffidabili in FTX

Ray sostiene che FTX non potersi fidare delle informazioni finanziarie prodotte dal precedente ceo Sam Bankman-Fried, in particolare i bilanci trimestrali non certificati. “Non ho fiducia nelle loro informazioni”, ha scritto, aggiungendo di non fidarsi nemmeno che i conti fossero stati stati certificati.

Da quello che è emerso, in questi primi giorni di indagine, il gruppo utilizzava un software per “nascondere l’uso improprio dei fondi dei clienti“, utilizzati “per acquistare case e altri oggetti personali” per il personale e i consulenti.

Il team di Ray ha quindi individuato circa 740 milioni di dollari in criptovalute detenute da FTX e altre società collegate a Bankman-Fried. Si tratta “solo una frazione delle risorse digitali del gruppo FTX che si spera di recuperare”. Le passività totali non sono chiare, ha scritto Ray, spiegando che che gli importi dovuti da FTX ai clienti non si riflettono nei rendiconti finanziari.