Formazione antiriciclaggio: la conoscenza aiuta a non sbagliare

26 Giugno 2017, di Giovanni Falcone

Il lunedì, il primo giorno di ogni settimana, ormai da circa venti anni, mando una News letter a tutti gli abbonati ed iscritti al mio sito web inserendo fra l’altro, anche i “quesiti” ricevuti e risolti.

Sono questi i temi che tratto abitualmente e che mi aiutano a riflettere ed approfondire le diverse e spesso molteplici situazioni di rischio di “riciclaggio”, sotteso alla operatività della clientela che, in estrema sintesi  ed in termini generali riguardano:

– EVASIONE FISCALE

Gestione di rapporti di conto extracontabili sui quali far transitare risorse finanziarie, frutto dell’esercizio di un’attività economica per le quali è stata omessa la fatturazione.

Solo al superamento di una determinata “soglia economica” scattano determinati alert che devono imporre l’adozione di cautele e provvedimenti in capo al professionista o intermediario finanziario.

Gli articoli 4 e 5 del D.lgs n.74/2000 – rispettivamente riguardanti la “Infedele dichiarazione” e la “Omessa dichiarazione” fissano le soglie di danno erariale per far scattare l’ipotesi “delittuosa” e quindi l’interesse per la “collaborazione attiva” in materia di lotta al riciclaggio di denaro sporco.

Il D.lgs n.90/2017, a ratifica della IV Direttiva europea sull’antiriciclaggio ancora di più ci ricorda come l’evasione fiscale costituisce reato presupposto al riciclaggio.

– FALSE FATTURAZIONI

Trattasi di fattispecie più subdole, la cui scoperta e sensibilità da parte dei soggetti obbligati al rispetto degli adempimenti antiriciclaggio è più difficile e sottende una conoscenza approfondita.

Di particolare interesse la condotta del cliente che fa entrare risorse in modo tracciabile sul conto aziendale e preleva subito dopo, a maturazione della valuta, l’intera disponibilità in contante.

Un grandissimo aiuto può provenire per comprendere meglio determinati fenomeni è riconducibile alle modalità di esecuzione  dell’Adeguata verifica all’atto dell’avvio della relazione.

– TRUFFA ALLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

La truffa alla Pubblica Amministrazione, attraverso la esibizione di “costi fittizi” è uno dei canali più usati per percepire indebitamente aiuti pubblici.

– ALTRO

Le triangolazioni commerciali con Paesi esteri – per bay passare restrizioni imposte da Organismi internazionali, le vendite sotto costo, il finanziamento illecito da parte di soci occulti, accensione di rapporti occasionali per operazioni di PHISHING, corruzione, utilizzo di prestanomi nella gestione dei rapporti, esercizio di attività economiche di copertura rappresentano gli ulteriori alert per intercettare  possibili rischi.

Insomma, come diceva il grande filosofo tedesco Irving FISCHER; “la conoscenza è inversamente proporzionale al rischio”.