Fondi immobiliari: arrivano segnali di ripresa

24 Gennaio 2019, di Redazione Wall Street Italia

Il settore affila le armi per l’attesa privatizzazione annunciata dal governo. Il focus rimane sugli uffici.

Dai professionisti del real estate arrivano segnali incoraggianti per i fondi immobiliari dopo anni di alti e bassi. Secondo le più recenti rilevazioni in Italia e in Europa il patrimonio gestito da questi operatori specializzati continua a crescere, tanto che per la fine dell’anno si prevede che nel nostro Paese si possano raggiungere i 55 miliardi di euro (+2,8%), suddiviso tra 430 diversi fondi (non solo retail). Il quadro è descritto nel Rapporto 2018 “I fondi immobiliari in Italia e all’estero” realizzato da Scenari Immobiliari in collaborazione con lo Studio Casadei. Dalla ricerca emerge che in Europa gli asset gestiti dai fondi specializzati a fine anno dovrebbero superare i 626 miliardi di euro, con una crescita più accentuata rispetto a quella italiana (+6%).

Investitori esteri più attivi

Negli ultimi anni il numero dei fondi che in Italia gestiscono il patrimonio immobiliare è cresciuto anche per il loro l’utilizzo, come veicolo, da parte di soggetti esteri che, in modo crescente, operano nel nostro mercato. A trainare gli investimenti contribuisce soprattutto il comparto degli uffici, concentrando oltre il sessanta per cento degli investimenti, seguito dal commerciale (20%) e residenziale (9%). Nonostante i nuovi investimenti l’indebitamento del sistema fondi immobiliari è in costante calo e si attesta ora a 23 miliardi di euro con un’incidenza del 38% sul patrimonio, mentre nel 2010 era pari al 57 per cento.

Attese positive per il nuovo anno

Sulla base delle indicazioni raccolte tra le Sgr, le prospettive per il 2019 sono improntate a un moderato ottimismo, con il patrimonio che dovrebbe lievitare a circa 56 miliardi di euro (+2,8%). A favorire la vivacità del settore dovrebbe contribuire anche l’annunciata politica delle privatizzazioni di beni pubblici che potrebbe dar vita a nuovi e importanti fondi immobiliari, come accaduto nel passato decennio. Il ministro dell’economia Giovanni Tria ha annunciato nelle scorse settimane un piano di privatizzazioni da 18 miliardi del patrimonio pubblico nell’ambito del negoziato sulla manovra economica con la Ue.

Secondo il presidente di Scenari Immobiliari Mario Breglia, il mercato immobiliare europeo continuerà ad attrarre capitali e a mantenere risultati stabili, pur trovandosi a gestire le difficoltà derivanti dall’aver raggiunto in alcuni Paesi la fase matura del ciclo. Anche l’incertezza dovuta alla Brexit rimane un fattore cruciale nel settore, determinando ricadute negative nel Regno Unito a vantaggio delle piazze europee. Il comparto residenziale, in particolare, è ancora in fermento in molti mercati, con un generalizzato aumento delle compravendite che a fine 2018 dovrebbe toccare gli otto punti percentuali, dopo la crescita dell’11% registata nello scorso anno.

Non solo fondi

Il panorama degli investitori professionali attivi nel real estate comprende numerosi attori, non sempre conosciuti. Complessivamente l’industria immobiliare finanziarizzata italiana è rappresentata da un patrimonio immobiliare di circa 69 miliardi di euro (erano 62 miliardi nel 2017) distribuito fra diversi strumenti d’investimento quali fondi immobiliari destinati al pubblico retail, fondi immobiliari destinati a investitori istituzionali (fondi riservati), Siiq (Società di investimento immobiliari quotate), società immobiliari quotate, Sicaf (Società di investimento per azioni a capitale fisso). La capitalizzazione in Borsa dell’industria del settore immobiliare finanziarizzato italiano (dai fondi retail, alle Siiq e alle società immobiliari quotate) si è attestata a circa 3,9 miliardi di euro alla fine di giugno, evidenziando una crescita del 4 per cento.

L’articolo integrale è stato pubblicato sul numero di dicembre del magazine Wall Street Italia.