Fondi ESG: che cosa sono, come sceglierli

11 Maggio 2021, di Mariangela Tessa

Emergenza ambientale, prima di tutto, ma anche politiche dei governi e crescente sensibilità di consumatori e investitori. Sono diverse le ragioni in base alle quali sempre più istituzioni e investitori privati stanno orientando le proprie scelte e i propri portafogli verso fondi ESG.
Solo nell’ultimo anno, segnala Assogestioni, gli asset dei fondi Esg sono passi da 28,6 miliardi a 80,8 miliardi di euro. Allo stesso tempo, secondo una ricerca di Prometeia, il 70% di chi investe in ESG non sa di cosa si tratti.

Fondi ESG, che cosa sono e perché sono importanti

Per molto tempo si è discusso se e in che misura fosse giusto scegliere tra responsabilità e rendimento. Il moltiplicarsi di eventi naturali estremi, la crescente consapevolezza delle disuguaglianze, una maggiore disponibilità di informazioni sulle performance consentono di dire che i due ambiti non sono alternativi, bensì vanno a braccetto.

I fondi ESG (Environmental, Social and Governance ovvero Ambiente, Sociale e Governance) hanno come benchmark di riferimento i 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite che vanno dal contrasto della povertà alla promozione dell’uguaglianza di genere e della salute pubblica, dall’impegno per il clima alla difesa della terra. In poche parole, sostenibilità e performance viaggiano a braccetto.

Pochi giorni fa il Governatore di Banca d’Italia Ignazio Visco ha riassunto in poche parole le principali minacce alla nostra società: “i cambiamenti climatici e la pandemia (COVID-19) sono i problemi globali più importanti dei nostri temp”.

Come spiega, Matteo Ramenghi, Chief Investment Officer UBS WM Italy,

lo scenario è difficile e impone un’inversione di rotta nel consumo di risorse e nel rapporto con l’ambiente. Non è un caso che i governi rispondano alla crisi economica originata dal COVID-19 con piani fiscali ampi che nelle economie avanzate hanno come principale propulsore la conversione verde dell’economia, l’annullamento delle emissioni di CO2 e la riduzione dell’impronta ambientale. L’Italia destinerà, ad esempio, 70 miliardi di euro provenienti dal Recovery Fund alla transizione verde.  Le società più virtuose e che operano per ricercare soluzioni ai problemi ambientali, in primis emissioni e cambiamento climatico, si troveranno sempre più favorite dalle barriere all’entrata create da una regolamentazione più stringente, investimenti e contributi pubblici senza precedenti, oltre a una crescente sensibilità dei consumatori – soprattutto tra le nuove generazioni”.

Come selezionare questi fondi

Una volta presa la decisione di voler investire in un fondo ESG è fondamentale individuare qual è il fondo ideale. Sul mercato esistono diversi approcci per scegliere le soluzioni d’investimento sostenibili. Quello base segue il criterio di esclusione, che elimina dall’universo di investimento imprese attive in aree come tabacco, alcol, munizioni, gioco d’azzardo o intrattenimento per adulti oppure con attività inquinanti o poco rispettose di lavoratori e comunità di riferimento.

Tuttavia è possibile che un’impresa che ha uno screening negativo, sia in procinto di migliorare radicalmente la performance ESG e per questa ragione c’è chi preferisce selezionare le società più impegnate sul fronte dei miglioramenti in campo ambientale, sociale e di governance.

Per la selezione, occorre leggere il documento informativo del fondo e consultare immediatamente il paragrafo dedicato alla politica di investimento. È qui infatti che viene indicata la modalità di strategia posta in essere e i criteri di esclusione di determinati settori (ad esempio alcol, fumo ecc). Non meno importante, può essere verificare nella relazione annuale della società di gestione se i fondi si confrontano o meno con le aziende su cui puntano per effettuare una sensibilizzazione sui temi ESG.