Non solo Italia, da Fmi monito alla Spagna sui conti pubblici

8 Ottobre 2018, di Alberto Battaglia

Il Fondo monetario internazionale, nell’avvertire la Spagna sulle migliori politiche fiscali da adottare in vista del futuro, può offrire qualche spunto di riflessione anche per il governo italiano. Negli ultimi anni, com’è noto, il rapporto deficit/Pil della Spagna è stato costantemente più elevato di quello italiano; tuttavia, il governo Rajoy ha introdotto una riforma del mercato del lavoro ritenuta più decisa dello stesso Jobs Act in termini di flessibilizzazione.

La somma di questi fattori ha portato la Spagna a crescere in modo sostenuto, anche se adesso – come nel resto d’Europa – ci si attende un rallentamento. In questo contesto, ecco cosa suggerisce il Fmi in vista della finanziaria per il 2019:

“I paracolpi fiscali, che si sono esauriti durante la crisi, devono essere ricostruiti. Ciò significa che la politica fiscale dovrebbe sfruttare appieno le condizioni economiche ancora forti per abbattere più rapidamente l’alto livello di debito pubblico. Altrimenti, la Spagna sarebbe costretta a intraprendere una stretta fiscale pro-ciclica quando l’economia sarà colpita da shock futuri. Pertanto, la creazione di buffer oggi crea più spazio fiscale in futuro che contribuirà a proteggere meglio la popolazione dalle grandi oscillazioni nel mondo del lavoro”.

In altre parole, scrive il Fmi, è importante che in una fase di crescita il governo non ecceda nel deficit, perché questo incremento di spesa farebbe sentire il suo peso in misura consistente quando in seguito a una crisi le entrate fiscali dovessero crollare. In questo caso, per correggere il tiro, si renderebbero necessarie strette alla spesa pubblica nel momento in cui l’economia andrebbe, invece, sostenuta. Nel dettaglio il piano proposto da Madrid “implica uno sforzo [sul deficit] strutturale dello 0,5% del Pil: “questo ritmo di aggiustamento annuo dovrebbe persistere sintantoché il bilancio fiscale strutturale e il debito non saranno su chiaro percorso discendente”.

 

Il governo socialista in carica attualmente ha previsto un rapporto deficit/Pil all’1,9% per il 2019, inferiore al 2,4% previsto dall’esecutivo italiano: negli ultimi 10 anni non è mai accaduto che il deficit spagnolo fosse più contenuto di quello italiano.

Per raggiungere maggiore equilibrio fra spese e entrate il Fmi non suggerisce di aumentare le tasse, bensì di operare ulteriori riforme sul fronte del lavoro e delle pensioni. Nel primo caso assicurare che gli incrementi salariali siano legati a quelli della produttività e, nel secondo, che l’equilibrio venga mantenuto tramite, ad esempio, “l’aumento del contributo minimo per i lavoratori autonomi e l’innalzamento del reddito massimo soggetto a contributi, nonché il collegamento dell’età pensionabile legale direttamente alla speranza di vita”.