FMI: LA CRISI NON E’ FINITA MA LA RIPRESA E’ POSSIBILE

23 Aprile 2009, di Redazione Wall Street Italia

C’è qualche spiraglio, c’è una possibile ripresa il prossimo anno, ma al momento il quadro dell’economia resta negativo: “La crisi è lungi dall’esser finita”. E’ con questo messaggio che il direttore del Fondo monetario internazionale, Dominique Strauss-Kahn, ha aperto la conferenza stampa di presentazione dei consueti incontri primaverili a Washington con la Banca Mondiale. “Iniziamo a vedere alcune luci – ha detto – alcuni dati stanno mostrando miglioramenti, ma sono veramente pochi”. “Abbiamo ancora lunghi mesi di tensioni davanti a noi. La buona notizia – ha proseguito – è che continuano a prevedere che nel 2010 ci possa essere la ripresa”.

Ma è una previsione su cui gravano “alcuni se”, ha sottolineato Strauss-Kahn, che individua due grandi questioni. La prima riguarda le contromisure messe in campo dai governi; per quest’anno sono di una portata in linea con quanto richiesto dallo stesso Fmi, circa il 2 per cento del Pil, ma bisognerà fare di più per sostenere la domanda nel prossimo anno. L’altra questione è sul settore finanziario, dove bisognerà “completare la pulizia dei bilanci delle banche”, specialmente negli Usa e in Europa, ha detto, e in misura minore in Giappone.

Intanto la Banca Mondiale annuncia un rafforzamento dei suoi programmi di investimento a favore dei paesi poveri, stanziando 45 miliardi di dollari per strade e infrastrutture sul prossimo triennio. Sono 15 miliardi in più rispetto a quanto speso nei passati tre anni e con il contributo dei finanziamenti privati l’ammontare totale potrà salire a 55 miliardi, secondo quanto spiegato dal presidente della World Bank, Robert Zoellick. Ma intanto le previsioni delle istituzioni internazionali continuano a peggiorare. Le ultime, diffuse ieri dall’Fmi con il World Economic Outlook, indicano ora una recessione dell’1,3 per cento del Pil mondiale nel 2009.

Solo lo scorso gennaio stimavano un andamento comunque positivo, sebbene limitato allo 0,5 per cento. “Non è che le stime non siano abbastanza accurate – ha spiegato Strauss-Kahn- è che l’economia globale si sta evolvendo molto rapidamente”. Il commercio internazionale ha subito una pesante contrazione e questo pesa al ribasso sulle prospettive, ma allo stesso tempo sono stati lanciati molti interventi e questo pesa in positivo. Strauss-Kahn ha invece rilevato una “contraddizione” nell’atteggiamento dei leader mondiali sulla necessità di rafforzare le capacità di ‘early warning’ dell’Fmi, ovvero la capacità di individuare in anticipo i fattori di criticità di un singolo paese rilevanti per tutto il sistema internazionale. “Tutti ci chiedono un migliore early warning, ma poi alle autorità non piacciono i nostri controlli”.

Ma quello di provvedere a fornire un sistema di early warning “è il nostro ruolo – ha detto – ed è quello che faremo nei prossimi mesi”. Intanto dall’area dell’euro oggi sono giunti dati contrastanti. Da un lato, per tutta l’Ue-16 i valori preliminari dell’indice dei responsabili per gli acquisti delle imprese (Pmi) ha segnato ad aprile un nuovo miglioramento. E’ risalito a 40,5 punti dai 38,3 del mese precedente, secondo quanto riferisce il centro studi Markit Economics.

Ma intanto i maggiori centri studi della Germania, prima economia dell’area, sfornano nuove previsioni secondo cui quest’anno il Pil teutonico crollerà del 6 per cento: la peggiore caduta dal 1949. Nelle stime pubblicate ieri, per l’area euro l’Fmi prevede un generale meno 4,2 per cento nel 2009 per il Pil, e un ulteriore meno 0,4 per cento nel 2010.