Fmi e “l’affare Grecia”: con i prestiti ha guadagnato €2,5 miliardi

8 Aprile 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – La Grecia? Spada di Damocle, tallone d’Achille, minaccia che incombe sull’Europa, capace di condizionare le performance di tutti i mercati azionari e obbligazionari del mondo. Termini come catastrofe, shock, crisi, crack, default sono ormai all’ordine del giorno quando si parla del paese ellenico, incubo ormai conclamato della cancelliera tedesca Angela Merkel e dei vari falchi dell’Unione europea. E anche del Fondo Monetario Internazionale, visto che c’è anche l’istituzione di Washington tra i creditori di Atene (che faceva parte insieme a Bce e Ue della ben nota troika, ora ribattezzata Brussels Group o istituzioni dal ministro greco delle finanze Yanis Varoufakis).

Eppure l’Fmi in queste ore dovrebbe avere secondo alcuni l’ardire di tacere, nonostante l’imminente scadenza – domani, giovedì 9 aprile – della tranche del debito che Atene deve onorare nei suoi confronti, per un valore di 462 milioni di euro. E questo perchè un documento pubblicato dall’associazione Jubilee Debt Campaign mostra come l’Fmi abbia realizzato 2,5 miliardi di euro di utili grazie ai prestiti erogati alla Grecia dal 2010.

Secondo il sito, “se la Grecia rimborserà tutti i prestiti che deve all’Fmi, i profitti saliranno a 4,3 miliardi di euro entro il 2024”.

Grecia fonte di perdite e di disgrazie, dunque? Non proprio. O meglio, non per tutti. Sicuramente non per il Fondo, che ha fatto tanti utili applicando un tasso di interesse del 3,6% sui finanziamenti erogati. Di tutti i prestiti che l’Fmi ha erogato ai paesi alle prese con debiti monstre, tra il 2010 e il 2014, i profitti incassati sono stati di 8,4 miliardi di euro. Il che porta a dire che più di un quarto è arrivato dalla Grecia. Tali utili sono stati aggiunti alle riserve del Fondo, che ora ammontano a 19 miliardi di euro.

Al momento, ricorda l’organizzazione no-profit, il debito complessivo della Grecia verso il Fondo Monetario Internazionale è di 24 miliardi di euro.

Fonte: Reuters