Fmi a Renzi: “Giù le tasse e più investimenti, la ripresa è fragile”

17 Giugno 2014, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – In Italia la crescita economica riprenderà da quest’anno, ma secondo il Fondo monetario internazionale “la ripresa rimane fragile e la disoccupazione a livelli inaccettabili”. Per questo, nella dichiarazione al termine della missione in Italia, gli ispettori spronano il governo italiano a definire “rapidi e coraggiosi” interventi di politica economica.

“Cambiamenti strutturali profondi sono necessari per rendere l’Italia un paese più dinamico, che si adatti rapidamente a un mondo in continua evoluzione e che sia capace di attrarre imprenditori innovativi”, scrive l’Fmi nel comunicato a conclusione della missione annuale in Italia.

Gli economisti di Washington chiedono al governo di introdurre il contratto a tutele crescenti per superare il dualismo nel mercato del lavoro e favorire “un maggior utilizzo della contrattazione salariale a livello di impresa”. L’ordinamento giuridico italiano “potrebbe essere ulteriormente migliorato, in particolare tramite l’introduzione del reato di falso in bilancio e la modifica delle norme sulla prescrizione”.

Pur riconoscendo che le banche italiane hanno conseguito progressi nel riconoscimento delle perdite, l’Fmi ritiene che sia necessaria “una maggiore pressione allo smaltimento dei crediti in sofferenza”. Il comunicato finale definisce “opportuno un contenuto avanzo del saldo strutturale di bilancio il prossimo anno” e chiede al governo di agire rapidamente sulle privatizzazioni.

Ma il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan si dice ottimista. “I voti non saranno pieni, ma sono buoni”, dice commentando le analisi degli economisti di Washington sullo stato di salute del Paese. ‘’Si intravedono segnali importanti di ripresa, si rafforzeranno in futuro”. Intanto “continuiamo il consolidamento” per “favorire la riduzione del rapporto debito/pil”, necessità di cui “siamo coscienti”.

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Il Fondo monetario internazionale chiede al governo Renzi di fare di più per la crescita. Sì a “un riequilibrio di bilancio”, ma che sia “volto a ridurre le aliquote fiscali e ad aumentare la spesa produttiva” in modo da “sostenere la ripresa”. La politica di gestione dei conti pubblici, in particolare, deve certo “collocare il rapporto debito Pil su un sentiero di riduzione”. E possibilmente arrivare all’”avanzo del saldo strutturale di bilancio il prossimo anno”, senza cioè attendere il 2016 come previsto nel Documento di economia e finanza. Ma facendo attenzione a “evitare una stretta eccessiva che faccia deragliare la fragile ripresa economica”. A illustrare la ricetta, molto meno improntata al rigore rispetto a quelle usualmente impartite da Bruxelles, è stata la delegazione dell’istituto di Washington che ha appena concluso la consueta visita annuale in Italia, durata quasi due settimane. Il vicedirettore del dipartimento europeo del Fmi, Aasim Husain, e il capo divisione per l’Italia, Kenneth Kang, dopo aver incontrato rappresentanti delle istituzioni e del mondo economico, martedì hanno presentato le loro conclusioni in una conferenza stampa congiunta con il ministro Pier Carlo Padoan, il direttore generale del Tesoro Vincenzo La Via e il rappresentante italiano presso il Fondo, Andrea Montanino.

Rendere permanente il bonus di 80 euro – Nella dichiarazione finale della missione si legge che l’esecutivo dovrebbe puntare a ottenere “maggiori risparmi dalla revisione della spesa pubblica” e concedere al tempo stesso “minori agevolazioni fiscali”. Le maggiori risorse che resterebbero nelle casse pubbliche andrebbero poi indirizzate ad “aumentare e rendere permanenti le riduzioni della tassazione sul lavoro” e dare “maggiori agevolazioni per l’Aiuto alla crescita economica (Ace) per lo stimolo degli investimenti”.

Bene il programma di riforme, ma più impegno per creare lavoro – Positivo il giudizio sull’agenda delle riforme, per quanto in gran parte ancora sulla carta: “Il presidente del Consiglio Renzi ha definito un programma ambizioso per riformare la legge elettorale, il mercato del lavoro, il sistema giudiziario e il settore pubblico”, scrivono gli economisti del Fondo. Bene anche l’approvazione della delega fiscale, che “fornisce un quadro apprezzabile per semplificare e migliorare il sistema fiscale”. Ma all’Italia servono ulteriori “riforme strutturali per creare posti di lavoro e sostenere gli investimenti”. Non solo: occorre anche “innalzare la qualità delle politiche attive del lavoro”.

Per arrivare al saldo strutturale di bilancio “intervenire in modo graduale” – Sul fronte dei conti pubblici le dichiarazioni finali riconoscono che “dopo parecchi anni di difficile risanamento, l’Italia ha conseguito uno degli avanzi primari più elevati dell’area euro”. Non per niente si tratta di uno dei risultati più spesso rivendicati al Paese dal ministro Padoan. “Tuttavia, occorre fare di più per ridurre l’alto livello di debito pubblico e rafforzare la resilienza delle finanze pubbliche”. Ma, “a breve termine, la politica di bilancio deve assicurare il delicato equilibrio tra collocare il rapporto debito/Pil su un sentiero di riduzione ed evitare una stretta eccessiva che faccia deragliare la fragile ripresa economica”. Come arrivarci? “A condizione che la ripresa si rafforzi, sarebbe opportuno un contenuto avanzo del saldo strutturale di bilancio il prossimo anno al fine di ridurre il debito più velocemente. Questo obiettivo verrebbe meglio conseguito se si intervenisse in modo graduale, al fine di evitare un aggiustamento ampio”. Come dire che occorre fare il possibile per evitare pesanti manovre.