Flat tax a due aliquote: vantaggi per professionisti ed edili

19 Settembre 2018, di Alessandra Caparello

Lavori ancora in corso per la legge di bilancio e le più importanti misure che il governo giallo-verde ha messo nero su bianco nel contratto. Tra questa a far discutere è la flat tax, la tassa piatta fortemente voluta dalla Lega di Matteo Salvini.

L’ultima versione è stata spiegata a grandi linee da Massimo Bitonci, sottosegretario al Tesoro, secondo cui ci saranno due aliquote: una al 15% per chi ha ricavi fino a 65mila euro, senza contabilità e Iva ed una al 20%, fino al tetto da 100mila euro di redditi.

L’ultima versione della flat tax porterà vantaggi soprattutto a professionisti ed edili. Lo dice la Cna (Confederazione nazionale dell’artigianato) che ha simulato gli effetti della tassazione al 15% estesa alle attività con 65mila euro di ricavi.

Un risparmio di tasse che potrebbe andare da 800-1.000 euro a quasi 15.000 euro a seconda di professione e reddito. Così la dual taxi (più che flat tax) con le aliquote al 15% e al 20% porterebbe più vantaggi ai professionisti, che risparmierebbero tra i 2.241 e i 12.638 euro, seguiti dagli edili (tra 2.051 e 14.925 euro).

Ma dalle pagine de Linkiesta c’è chi però punta il dito contro le due aliquote della flat tax. È Anna Soru, presidente di Acta, l’associazione dei freelance, la quale afferma:

“Il lavoro autonomo così diventerebbe molto più conveniente di quello dipendente, incentivando le false partite Iva e andando di fatto in direzione opposta rispetto agli obiettivi del decreto dignità (…)  Non è un provvedimento che mira a una maggiore equità tra lavoratori autonomi e dipendenti, o a una maggiore inclusione dei redditi più bassi. Non incentiva gli investimenti, né la crescita. Né è rivolto ai più giovani”.