Fisco: sconti Irpef ai redditi più bassi. Il governo rimane perplesso

13 Novembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Continuano le schermaglie sulla legge di Stabilità tra i partiti di maggioranza, e tra questi e il governo. Ieri il viceministro all’Economia Stefano Fassina, che coordina per il Tesoro il lavoro parlamentare, ha detto che «il governo presenterà pochi emendamenti» alla manovra legge di stabilità.

In realtà i vari ministeri avrebbero messo a punto circa un centinaio di proposte di modifica; ma Palazzo Chigi ed Economia le ridurranno a una decina, di cui alcune potrebbero finire nei collegati al Ddl di stabilità.

Sicuramente ci sarà comunque una misura per sostenere l’accesso al credito delle Pmi attraverso la Cassa depositi e prestiti. Quanto al progetto sostenuto da molti deputati Pd che punta a modificare a favore degli azionisti di minoranza le regole sulle Opa (offerte pubbliche d’acquisto), il viceministro dice di «essere d’accordo nel merito; ora vediamo quale strumento è più efficace per raggiungere il risultato».

Ma al centro della discussione c’è ancora la questione della possibile estensione a 12.000 euro annui della «no tax area». Sempre Fassina – che lunedì aveva di fatto gelato le speranze dei proponenti, sia nel Pdl che nel Pd – ieri ha fatto una minima apertura: «il governo – ha affermato – è disponibile a fare miglioramenti sulla manovra, in particolare sull’Irpef, con l’obiettivo di irrobustire il potere d’acquisto delle famiglie in difficoltà».

Il Pd continua però a pensare che la cosa migliore da fare sia concentrare al massimo le risorse del bonus fiscale a favore delle fasce più deboli, come dice il segretario Guglielmo Epifani. Intervenire sulla no tax area «costa tanto – afferma Epifani – e se i soldi non ci sono, allora è meglio che andiamo ad aiutare chi sta peggio».

Un altro democratico, il sottosegretario al Tesoro Pierpaolo Baretta, chiarisce che arrivare a quota 12mila euro «francamente non è sostenibile. Potremmo intervenire per allineare la no tax area dei pensionati a quella dei lavoratori dipendenti (7500 contro 8000 euro, ndr), ma un innalzamento così ampio del tetto di esenzione mi pare non praticabile perché costerebbe troppo».

Sul versante del Pdl, il relatore Antonio D’Alì chiarisce invece che sull’estensione della no-tax area a 12mila euro e sulle altre questioni del ddl stabilità «non esistono intese chiuse con il Pd, le soluzioni si definiscono con il governo». Tra i punti di contatto tra i due partiti maggiori c’è la volontà di mettere mano in modo concorde al cuneo fiscale sulla tassazione della casa; distanza c’è invece su vendita delle spiagge, rottamazione delle cartelle esattoriali e condoni fiscali.

Intanto, secondo i conti della Cisl sulle dichiarazioni dei redditi 2007-2012 gestite dal suo Caf, in cinque anni c’è stato un aumento delle tasse (+5% solo dal 2010 al 2012) che ha quasi vanificato l’incremento dei redditi, leggermente aumentati nonostante la crisi.

Un boom c’è stato per le addizionali comunali e regionali, che nel 2012 valevano in media 408 euro (+31% sul 2010). Ma quel che è peggio è stata l’opera «silenziosa» del cosiddetto fiscal drag, cioè il mancato adeguamento dell’imposta all’inflazione, che fa aumentare solo nominalmente i redditi . Dal 2007 il fiscal drag ha mangiato il 5,83% del reddito disponibile degli italiani, rubando 1.040 euro a testa. Per il segretario generale Raffaele Bonanni dunque «bisogna agire fortemente sull’Irpef» trovando le risorse dalla spending review, dall’aumento della tassazione sul gioco d’azzardo e di quella sulle rendite finanziarie.

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