FISCO, ASSALTO AI PARADISI

23 Novembre 2009, di Redazione Wall Street Italia
Il contenuto di questo scritto esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

(WSI) – La tennista Flavia Pennetta, residente a Verbier, in Svizzera, e l’imprenditore Enrico Preziosi, che ha scelto invece la più classica Lugano. Il ciclista Davide Rebellin, che ha puntato su Montecarlo, e la famiglia Ferrero, proprietaria della Nutella, che ha preferito un sobborgo di Bruxelles. Sono alcuni degli oltre 30 mila italiani finiti al centro di una campagna di «verifiche individuali» avviata dall’Agenzia delle Entrate. Con l’obiettivo di favorire l’adesione allo scudo fiscale ideato dal ministro Giulio Tremonti. Secondo le prime indiscrezioni raccolte da L’espresso, nel mirino sono destinati a finire «tendenzialmente tutti» i soggetti che si presentano come residenti in uno Stato straniero a tassazione bassa o nulla, ma non risultano avere effettivi interessi economici e familiari oltreconfine. Il messaggio vuole essere chiaro: chi approfitta della sanatoria tremontiana, può mettersi in regola pagando il 5 per cento del capitale posseduto all’estero. Per gli irriducibili, invece, la legge minaccia di far sborsare più del triplo dell’intero patrimonio.

Nell’ottobre scorso l’Agenzia delle Entrate aveva diffuso un primo dato grezzo su 29.158 italiani che figurano residenti in uno dei 54 Stati considerati «a fiscalità privilegiata ». In queste settimane gli uffici tributari hanno incrociato le banche dati su 4.648 italiani di Montecarlo, 3.553 dell’Uruguay, 1.262 del Liechtenstein, 925 delle Bermuda e altre migliaia sparsi tra atolli e nazioni esentasse. La prima scrematura ha quasi dimezzato, ad esempio, i sospettati di San Marino, il cui numero era amplificato per problemi informatici. In compenso le istruttorie si sono allargate a Stati non compresi nelle liste nere o grigie previste dai trattati internazionali, ma comunque sospettabili di attrarre residenze fittizie. Il risultato è un maxi-elenco ancora provvisorio di oltre 30 mila «verifiche fiscali in corso», affidate alle sedi territoriali dell’Agenzia. Dopo le polemiche sui 40 mila avvisi spediti ai soggetti rientrati in Italia, ora le direttive impongono di concentrarsi su casi «significativi» di soggetti «concretamente sospettabili» di nascondere ricchezze dietro residenze di comodo.

Negli elenchi del ministero, secondo le prime indiscrezioni filtrate a Milano, compaiono centinaia di nomi di spicco dell’economia, ma anche dello sport e dello spettacolo. Qualche esempio fra i tanti. Una delle prime istruttorie riguarda Enrico Preziosi, proprietario della squadra di calcio del Genoa, nonché fondatore della Giochi Preziosi. Nato ad Avellino, Preziosi risulta residente sul lungolago di Lugano. In Svizzera, peraltro, è domiciliata anche una delle sue holding di famiglia, la E. P. Preziosi Participations. «Verifica in corso» anche per Bruno De Mico, l’architetto che, dopo aver patteggiato la condanna per lo scandalo delle “carceri d’oro” che anticipò Mani Pulite, ha conservato per anni interessi immobiliari a Milano, anche se dichiara di vivere a Londra, a due passi da Oxford Street.

I benefici fiscali che la Gran Bretagna prevede per i residenti non domiciliati, una formula nata ai tempi della regina Vittoria per chi viveva nelle colonie e utilizzata oggi da molti big della finanza, avevano suscitato clamore con il caso di Valentino Rossi, che sotto il governo Prodi si era messo in regola versando 35 milioni. Già da allora però, erano scattate altre verifiche. E fra gli italiani di Londra c’è, ad esempio, Leonardo Del Vecchio, presidente della Luxottica, milanese di nascita e domicilio, partito come industriale dal distretto bellunese degli occhiali ma, stando alle carte, residente nel quartiere che si affaccia su Hyde Park.

Le nuove verifiche ora puntano soprattutto sui paradisi fiscali più vicini, a cominciare dal Principato di Monaco. Tra gli approfondimenti in corso, spiccano quelli relativi alla famiglia di Pietro Strazzera, un ex direttore del Banco Ambrosiano che ha fatto fortuna in proprio, come commercialista e grande investitore. Strazzera ha fondato la finanziaria Serfis, controllata con i figli, proprietaria oggi del 10 per cento dell’Italmobiliare.

A Monaco, Strazzera ha scelto una delle zone più chic, sopra il Boulevard d’Italie, a poca distanza dalla casa di sua figlia Marina. Sempre tra gli italiani di Montecarlo, un’altra verifica individuale riguarda Gaetano Caltagirone, che non va confuso con il cugino primo Francesco Gaetano, re del cemento ed editore del “Messaggero”. Negli anni ’60 e ’70 proprio Gaetano era l’esponente più in vista della famiglia: sua la celebre frase «a Fra’, che te serve?», rivolta a Franco Evangelisti, capofila della corrente andreottiana di cui era finanziatore. Inquisito e latitante per il crac Italcasse, Gaetano ha poi ottenuto un’assoluzione piena dai giudici di Roma. E nel luglio scorso il presidente Napolitano gli ha restituito il titolo di Cavaliere del lavoro che gli era stato tolto da Pertini «per indegnità». Ai misteri dei “palazzinari” romani rimanda anche la verifica avviata sull’effettiva residenza a Montecarlo di Angiola Armellini, figlia di un costruttore annegato in mezzo metro d’acqua.

Attorno alla sua eredità si era sviluppato un contenzioso milionario, che ha coinvolto anche Alessandro Mei, l’ex marito di Angiola, arrestato per corruzione negli anni ’90 e primo pentito nelle inchieste sui giudici corrotti. Tra i molti italiani poco noti della Costa Azzurra, l’Agenzia indaga anche su altri esponenti di famiglie illustri, come Alessandro Gucci, bisnipote del fondatore della casa di moda. Oppure Claudio Riffeser, fratello dell’editore Andrea.

Ogni contribuente, naturalmente, potrà mostrare al fisco tutta la documentazione utile a dimostrare di aver prodotto effettivamente, in tutto o in parte, i propri redditi all’estero. O, al contrario, di aver sottoposto i propri guadagni alla dovuta tassazione italiana. Nel frattempo, però, la campagna si è estesa anche a manager sportivi come Antonio Caliendo, il primo e forse più ricco procuratore di calciatori, che dichiara di abitare a Montecarlo. Al pari di una signora della televisione come Rosanna Lambertucci, che nel 1998 aveva patteggiato una condanna a 14 mesi per aver intascato soldi in nero per le telepromozioni.

Il fisco indaga anche su decine di campioni dello sport, come il motociclista Max Biaggi e il ciclista Davide Rebellin. E l’ondata di verifiche non risparmia neppure le più famose tenniste italiane, Francesca Schiavone, che dichiara di vivere a Londra, e Flavia Pennetta, che ha scelto invece la Svizzera vallese. Più in generale, l’Agenzia considera ad altissimo rischio i residenti nei minuscoli staterelli esentasse come Liechtenstein, San Marino, Andorra, Anguilla, Barbados o Cayman: per loro la verifica sarà automatica. Per la Svizzera, dopo le polemiche tra governi, i funzionari hanno la direttiva di non colpire a casaccio. Per gli Stati che invece collaborano con l’Italia, come i Paesi Bassi o il Regno Unito, gli uffici stanno eseguendo verifiche più mirate, senza indizi presuntivi.

In Belgio, ad esempio, dichiara di abitare Luca Bonsignore, figlio dell’europarlamentare Vito, che dopo la condanna per Tangentopoli ha costruito un piccolo impero tra banche ed edilizia. E sempre all’estero vive quasi tutta la famiglia Ferrero, i re del cioccolato, che risultano avere la residenza in Belgio. Anche nel loro caso, l’agenzia ha avviato indagini, ma un eventuale addebito verrà formulato solo in presenza di riscontri certi. Tra gli oltre 30 mila soggetti verificati, compaiono molti altri nomi eccellenti, ma per ora mancano conferme. Ultima avvertenza: quando il fisco avrà comunicato i risultati dell’istruttoria fiscale, gli interessati non potranno più beneficiare dello scudo. Per gli italiani residenti all’estero, insomma, Tremonti mostra di voler suonare l’ultima campana.

Copyright © L’espresso. All rights reserved