Finlandia: parlamento valuta se uscire da Eurozona

17 Novembre 2015, di Daniele Chicca

HELSINKI (WSI) – Con una petizione i cittadini hanno chiesto che venga discussa in parlamento l’ipotesi di lasciare l’area euro, valutando pro e contro di uno scenario “Fixit”.

L’ipotesi di lasciare l’area euro verrà discussa nel parlamento finlandese. Difficilmente si materializzerà veramente l’abbandono del blocco a 19 da parte di Helsinki, ma sarà interessante scoprire il pretesto che troveranno i parlamentari per giustificare il mantenimento dello status quo.

I finlandesi non sono soddisfatti delle performance economiche pessime del paese e vogliono sapere se l’economia ha maggiori potenzialità di crescita se la nazione scandinava fosse ‘distaccata’ dall’area euro come gli altri due paesi vicini, la Norvegia e la Svezia.

All’interno dello stesso esecutivo sono presenti personalità contrarie all’appartenenza nell’Eurozona. Il ministro degli Esteri finlandese, Timo Soini, è uno dei membri di spicco del governo a essere un dichiarato euroscettico.

La petizione per indire un referendum sull’abbandono dell’Eurozona ha raccolto le 50.000 firme necessarie secondo la legge finlandese. Il dibattito, la prima iniziativa di questo tipo nell’area euro, prenderà il via nei prossimi mesi.

(Pil finlandese a confronto con l’andamento nel resto dell’Europa. Immagine: Highcharts.com)

Nella petizione, che continuerà a raccogliere firme fino a metà gennaio dell’anno prossimo, si chiede di indire un voto popolare sull’appartenza all’Eurozona, ma serve l’approvazione del parlamento perché il popolo sia chiamato alle urne.

A parte l’iniziativa i sondaggi danno al 64% la percentuale di finlandesi favorevoli alla moneta unica. La quota è però calata dal 69% di un anno fa, secondo le statistiche raccolte da Eurobarometer.

(Nell’asse delle ordinate il costo del lavoro per unità prodotta. Dati Ocse. Immagine: Highcharts.com)

L’insoddisfazione dei cittadini è comprensibile.Con il passare dei trimestri, la Finlandia è diventa sempre meno competitiva in termini di costo del lavoro, come dimostra il grafico sopra riportato sull’andamento del costo del lavoto per unità prodotta, che è salito ai livelli più alti dell’intera Eurozona.

Il paese scandinavo attraversa un momento molto difficile per l’economia. La Finlandia viene infatti da tre anni di contrazione delle attività e il Pil più fiacco di tutta l’area euro. Nel terzo trimeste ha subito una flessione dello 0,6%.

Fonte: Telegraph