Figli, 6 errori nell’educazione al denaro

5 Dicembre 2019, di Alberto Battaglia

Parlare di denaro non è un problema solo fra i membri adulti della famiglia: lo è anche affrontare il discorso con i figli. Secondo un sondaggio Country Financial condotto su mille americani, i genitori preferirebbero andare dal dentista o parlare di sessualità piuttosto che discutere di denaro con i loro figli.
Eppure, una corretta educazione economico-finanziaria dovrebbe partire proprio dall’infanzia. Il consulente certificato Thomas Henske, della Lenox Advisors basata a New York, ha spiegato a Cnbc quali dovrebbero essere i sei errori da evitare per educare i bambini ad avere una corretta percezione della materia economica.

  1. Comprare immediatamente ciò che i figli desiderano. Ai bambini è utile imparare presto la differenza tra un desiderio e un bisogno. Anziché comprare subito quello che dichiarano di desiderare, suggerisce Henske, sarebbe consigliabile far prima scrivere su un quaderno una sorta di wantlist. E’ possibile che nel giro di poco tempo si rendano conto di ciò che è davvero importante per loro.
  2. Dire sempre di sì.  “I genitori a volte sacrificano troppo per i figli”, ha detto Liz Gendreau, curatrice di blog dedicato all’economia in famiglia, Chief Mom Officer. “I bambini a volte non hanno idea di quanto costano le cose” ed è giusto introdurre questo discorso: “Potrebbero essere concetti che non vogliono sentirsi dire, ma con i tuoi soldi bisogna fare delle scelte”.
  3. Non insegnare loro le basi. “E’ davvero importante sedersi con i tuoi figli anche se sono ancora ragazzini o giovani adulti e insegnare loro i pericoli dell’utilizzo delle carte di credito”, ha affermato Brad Klontz, autore “Mind Over Money” e cofondatore del Financial Psychology Institute.
    Capire le basi, come la differenza tra credito e debito è molto importante sin da piccoli. Usare un carta di credito, a differenza di una di debito, comporta un prestito ed è, secondo Klontz, una lezione da imparare. o quando si iscrivono per la prima volta a una carta, che potrebbe essere al college, dice Henske.
  4. Escludere i figli da scelte importanti. Rendere i figli partecipi delle decisioni finanziarie della famiglia preclude loro lezioni importanti, se non altro sul valore del denaro. Se i ragazzi “non capiscono le relazioni fra reddito e stile di vita”, ha detto Henske, non si incentiveranno scelte informate su quale carriera e quali studi intraprendere. Un buon modo per coinvolgere i figli nelle scelte finanziarie può essere la pianificazione della vacanza.
  5. Pagare tutto per loro. Non c’è niente di male a stimolare una prima relazione fra la conquista di un prodotto desiderato, magari un bello smartphone, e un po’ del lavoro necessario a pagarlo. “Non c’è bisogno che si tratti di somme impossibili”, ha precisato Henske, raccontando un episodio nel quale il consulente aveva chiesto a uno dei suoi figli un contributo simbolico per accordargli l’iscrizione a una scuola privata. “Mi ha mostrato quanto volesse veramente frequentarla”.
  6. Trattare il denaro come un tabù. Secondo Henske, non parlare di soldi è come non parlare del sesso: come si raccomanda, prima o poi una conversazione sull’intimità, lo stesso dovrebbe avvenire con il denaro. L’obiettivo è quello di accrescere la consapevolezza su un argomento che, comunque sia, verrà affrontato nella vita.