Il loro nome evoca la principale caratteristica per la quale sono state istituite ovvero la fiducia. Grazie a questa peculiarità le Fiduciarie sono uno degli intermediari più attivi nell’affiancare imprenditori e manager nella gestione del loro patrimonio finanziario ed immobiliare. Per capire come sta evolvendo il ruolo di questi operatori abbiamo incontrato Fabio Marchetti (nella foto) da poco riconfermato presidente di Assofiduciaria, l’associazione che rappresenta 118 società che amministrano 120 miliardi di euro.
Marchetti, quali sono i dossier su cui siete al lavoro?
Stiamo lavorando con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) per modificare il quadro normativo che regola il nostro settore, la legge 1966 del 1939.
Si tratta di un provvedimento scritto quasi 100 anni fa e che deve essere ridefinito per tenere conto sia dell’evoluzione dell’attività degli operatori e delle esigenze della clientela sia delle connesse stringenti esigenze di vigilanza del settore. L’attività di questi intermediari non si limita più solo a quella legata all’intestazione fiduciaria di beni solo per garantire la riservatezza, ma si è ampliata ad una serie di servizi di amministrazione e di intermediazione finanziaria che arrivano fino alla pianificazione familiare e alla gestione del passaggio generazionale delle aziende. Una trasformazione accelerata dal ruolo che le Fiduciarie hanno assunto nell’attuazione dello ‘Scudo fiscale’, provvedimento introdotto nei primi anni 2000 per favorire il rimpatrio e la regolarizzazione dei patrimoni detenuti dagli italiani all’estero.
Come sono cambiate le richieste dei clienti negli anni?
Le richieste sono aumentate grazie al rapporto che siamo riusciti ad instaurare con loro nel quale la ‘fiducia’ è considerata un asset reputazionale fondamentale. Sul piano fiscale, per garantire il pieno rispetto degli adempimenti fiscali le società fiduciarie operano come sostituti d’imposta. Alcune nostre associate si occupano anche della gestione di stock option e sempre più spesso siamo coinvolti in operazione di escrow agreement nelle quali custodiamo strumenti finanziari o altri beni posti a garanzia della corretta esecuzione di operazioni finanziarie come quelle di m&a.
Nei passaggi generazionali quali servizi offrite?
Sempre più di frequente assumiamo l’incarico di trustee all’interno dei trust, amministrando i beni vincolati nell’interesse dei beneficiari. Ma non solo. Interveniamo anche secondo quanto previsto dalla legge sul ‘Dopo di Noi’: in questo caso le Fiduciarie sono garanti nell’assicurare le volontà di assistenza nei confronti dei figli o parenti disabili, nel momento della successione e riassegnazione dei beni familiari.
Cosa c’è nel futuro delle Fiduciarie?
Grazie all’approvazione del nuovo quadro normativo, che auspichiamo avvenga nel corso di questa legislatura, le nostre associate saranno più forti, più organizzate e più capitalizzate per offrire servizi sempre più evoluti e in linea con le richieste del mercato. Ma non solo.
Con i nuovi poteri di vigilanza che verranno aggiornati con il provvedimento normativo, la vigilanza del nostro settore verrà ridefinita in funzione anche dell’attività svolta nell’interesse prima di tutto dei clienti, del mercato e, dunque, del sistema economico che potrà contare su un soggetto organizzato e vigilato in grado di offrire i più evoluti servizi di amministrazione patrimoniale alle famiglie e alle imprese.
L’articolo integrale è stato pubblicato sul numero di febbraio 2025 del magazine Wall Street Italia. Clicca qui per abbonarti.