Fideuram chiude i primi sei mesi con una raccolta netta di 6 miliardi

14 Agosto 2020, di Massimiliano Volpe

Anche a ferragosto si parla di consulenza finanziaria e private banking visto che questa mattina la principale società del settore ha comunicato i conti dei primi sei mesi dell’anno.
Dall’inizio di gennaio alla fine di giugno 2020 l’attività commerciale del Gruppo Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking ha permesso di conseguire una raccolta netta di 6 miliardi, in significativa crescita (+32%) rispetto al primo semestre del 2019 nonostante il marcato deterioramento del contesto di riferimento.
La gran parte di questa raccolta si è indirizzata verso la componente di risparmio amministrato (4,4 miliardi) riflettendo un orientamento più conservativo dei flussi di risparmio soprattutto nel primo trimestre dell’anno. La raccolta netta di risparmio gestito ha evidenziato una dinamica in graduale significativa ripresa a partire dal mese di aprile, attestandosi a 1,6 miliardi alla fine del semestre, in forte aumento rispetto all’analogo periodo del 2019 (0,2 miliardi).

Alla fine di giugno 2020 le masse amministrate della principale reti di consulenti finanziari e private banker erano pari a 239,3 miliardi, in marginale flessione (-1%) rispetto al 31 dicembre 2019 e in crescita di oltre 10 miliardi (+4%) rispetto a quelle al 30 giugno 2019.
L’evoluzione delle masse rispetto alla fine del 2019 è legata alla performance di mercato che, a fine giugno, ha risentito significativamente dell’incertezza derivante dalla diffusione globale dell’epidemia Covid-19 incidendo in maniera sfavorevole sui patrimoni. Tale effetto è stato parzialmente mitigato dal risultato di raccolta netta conseguito dalle reti di private banker. La componente di risparmio gestito è risultata pari a 160,9 miliardi, pari ad oltre 67% delle masse amministrate.

Al 30 giugno 2020 il numero dei private banker delle reti risultava pari a 5.801, con un portafoglio medio pro-capite pari a circa 41 milioni di euro.

Il conto economico dei primi sei mesi si chiude con un utile netto consolidato pari 419 milioni, in contenuta flessione (-8%) rispetto al primo semestre del 2019, principalmente a seguito di un aumento delle rettifiche di valore nette su crediti e delle imposte sul reddito.

“Nel primo semestre del 2020 – ha dichiarato Tommaso Corcos, amministratore delegato e direttore generale di Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking – abbiamo attraversato un’emergenza sanitaria ed una fase di incertezza economica senza precedenti, che hanno influito sulle scelte di investimento della clientela.
Pur operando in un contesto complesso, la nostra Divisione ha registrato una forte tenuta delle componenti core del conto economico, che evidenzia ricavi stabili e attenzione ai costi, a cui si è aggiunta una straordinaria raccolta netta, a dimostrazione di un modello di servizio particolarmente valido premiato dai clienti.
È evidente, oggi, la grande disponibilità di liquidità presente nel mercato italiano, stimata in quasi il 30% delle risorse finanziarie complessive del Paese, così come il bisogno di una consulenza di qualità, affinché tale ricchezza sia opportunamente investita.
I 5.800 private banker delle nostre reti, i manager ed i dipendenti di sede e delle società controllate, grazie all’impegno che li contraddistingue, sono stati in grado – in questa prima metà dell’anno – di restare vicini ai clienti, individuandone le necessità, per accompagnarli verso scelte informate di investimento.
Continueremo ad operare in questa direzione, con l’obiettivo di sviluppare l’educazione finanziaria, gestire l’emotività nelle fasi di pianificazione finanziaria ed indirizzare una parte sempre più importante del risparmio privato verso l’economia reale, per contribuire al rilancio e allo sviluppo del Paese”.