Fed resta accomodante. Wall Street su record storici

18 Settembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) -Contro ogni aspettativa, la Fed ha deciso di proseguire il suo programma di acquisto bond ad un ritmo di 85 miliardi di dollari al mese e di lasciare i tassi d’interesse invariati ai minimi storici. Una decisione inaspettata (gli analisti scommettevano su un tapering di 10 miliardi di dollari), dunque, che ha spinto Wall Street su nuovi record. In chiusura, il Dow Jones avanza dello 0,94% a 15.675 punti, il Nasdaq cresce dello 1.02% a 3.784 e lo S&P 500 sale dell’1,19% a 1.725 punti. Il petrolio ha chiuso la seduta in rialzo dopo il dato sulle scorte settimanali: il contratto a dicembre e’ salito di 2,65 dollari, il 2,5%, a 108,07 dollari il barile.

Nel frattempo i titoli di Stato continuano in deciso aumento con rendimenti in calo al 2,76% per il titolo decennale, benchmark del settore, e al 3,81% per il titolo trentennale. Sui mercati valutari, l’euro balza a 1,3505 dollari mentre il biglietto verde arretra a 98,2 yen.

Alla fine del vertice del Fomc, il numero uno della Fed, Ben Bernanke, riferendosi all’annunciato piano di riduzione di QE annunciato lo scorso giugno ha detto: “E’ vero che siamo stati troppo ottimisti nella nostre prospettive di crescita e non abbiamo tenuto conto del fatto che il nostro potenziale di crescita ha rallentato temporaneamente”. “D’altro canto – ha detto – siamo stati piu’ pessimisti del dovuto in termini di disoccupazione che e’ migliorata oltre le nostre attese sebbene rimanga su livelli troppo elevati”.

“La riduzione degli acquisti di bond potrebbe iniziare entro fine anno – ha continuato”. “Non c’e’ un calendario prefissato – ha detto – se i dati confermano il nostro outlook di un miglioramento del’economia, allora potremo iniziare a ridurre gli acquisti entro fine anno ma non c’e’ un percorso sicuro, dipendera’ interamente dall’andamento dei dati macro”. Sembra dunque spostarsi, nelle parole di Bernanke, l’inizio del “tapering off” che gli analisti davano per certo per oggi. A chi gli chiedeva se la Fed stessa non fosse responsabile della stretta registrata nella condizioni di finanziamento per aver parlato di tareping off gia’ a giugno, Bernanke ha risposto che il compito della Fed e’ quello di comunicare il piu’ chiaramente possibile la propria strategia. “Allora – ha detto – avevano registrato miglioramenti importanti nelle condizioni del mondo del lavoro e il comitato aveva ritenuto di iniziare a parlare del momento in cui sarebbe dovuto ridurre lo stimolo”. La stretta registrata nelle condizioni di finanziamento ha tuttavia successivamente cambiato lo scenario inducendo la Fed a prendere ulteriore tempo.

Intanto la ripresa economica degli Stati Uniti è ben al di sotto del suo potenziale, come dimostra anche il dato pubblicato in giornata, relativo alle condizioni di salute del mercato edilizio e, soprattutto, l’ultimo dato sull’ occupazione Usa ha messo in evidenza una creazione di nuovi posti di lavoro inferiore alle attese, con un tasso di disoccupazione calato sì al 7,3%, ma solo per minore tasso di partecipazione da parte di chi cerca lavoro, sceso al 63,2%, al livello minimo dall’agosto del 1978, dal 63,4% precedente.

Seconda cosa, le pressioni inflazionistiche sono sotto controllo, come ha dimostrato l’indice dei prezzi al consumo reso noto nella giornata di ieri, salito appena dello 0,1% su base mensile e +1,5% su base annua, decisamente al di sotto rispetto al +2% precedente.

Fanno riflettere in ogni caso le dichiarazioni del miliardario canadese Ned Goodman: “Per me è impossibile pensare che gli Stati Uniti possano risolvere i loro problemi senza stampare ulteriore moneta, così come è impossibile credere che l’Europa sopravviva nella sua attuale forma. Goodman prevede uno scenario caratterizzato da inflazione o stagflazione, con il dollaro destinato a perdere il suo status di valuta di riserva.

Tra i titoli, A livello societario, Adobe Systems (+6,92%) corre nonostante una trimestrale senza spunti: a mettere il turbo al titolo e’ il numero degli abbonati ai servizi del cloud computing del gruppo, aumentati di 331.000 a 1,03 milioni. Il corriere FedEx (+2,28%) ha registrato utili e ricavi trimestrali sopra le stime confermando le stime per l’intero anno. Apple (+1,44%) si scalda in attesa del lancio, venerdi’ in 11 Paesi, del nuove iPhone. Per il modello 5S le scorte sembrano essere particolarmente limitate. Starbucks fa parlare di se’ nonostante le azioni siano poco mosse in borsa: il numero uno della catena di caffetterie ha diffuso una nota in cui vieta ai consumatori di presentarsi nei suoi negozi se hanno con se’ un’arma da fuoco.