Renault, Senard: fusione con Fca “resta nella mia mente”

12 Giugno 2019, di Alberto Battaglia

Il presidente di Renault, Jean-Dominique Senard, si è detto “dispiaciuto” per lo stop alla fusione con Fiat Chrysler, determinato dalle condizioni poste dallo stato francese e dallo scetticismo degli alleati di Nissan. Senard ha preso la parola durante l’assemblea degli azionisti di mercoledì, chiamata a confermare la sua investitura:

“Non so cosa ci riserverà l’avvenire, quello che posso dire è questo progetto resta nella mia mente come un tema assolutamente notevole ed eccezionale”.

Il chairman Senard (nella prima fotografia a sinistra della galleria sotto riportata), fra i promotori della trattativa Fca-Renault, manterrebbe un contatto frequente con il presidente francese Emmanuel Macron. In seguito al ritiro dell’offerta da parte di Fiat, vari esponenti del governo francese (azionista di Renault al 15,01%) hanno aperto alla possibilità che la partita non sia realmente chiusa.

Il ministro delle Finanze francese Bruno Le Maire (in una delle foto sotto), ancora la scorsa settimana aveva dichiarato che l’operazione Fca-Renault rimaneva una “buona opportunità”.

Appena martedì, alla vigilia dell’assemblea degli azionisti che potrebbe decidere la prossima mossa del gruppo automobilistico francese, il ministro dei Trasporti francese, Elisabeth Borne, aveva dichiarato in merito ai colloqui con Fca: “Non penso siano chiusi”.

Senard ha dichiarato che “non ci sarà la riuscita del gruppo Renault senza la riuscita dell’Alleanza” con i giapponesi di Nissan e Mitsubishi, rivelatisi scettici in merito alla possibile fusione col gruppo italo-americano.

Il presidente di Renault, nella fase preparatoria del deal, si sarebbe scontrato con il rifiuto di Nissan a studiare il dossier, “in quanto la priorità del gruppo giapponese era quella allentare l’abbraccio del partner francese, che detiene il 43,4% del suo capitale”, scrive Reuters. La proposta, dunque, è stata elaborata strada senza il coinvolgimento del costruttore giapponese.

Secondo il quotidiano francese Le Monde la possibilità che lo stato francese riduca la sua partecipazione in Renault del 15% – come evocato dal ministro Le Maire – potrebbe “incitare Nissan a rivedere la sua posizione sulla fusione Renault-Fca”. Insomma, un’ipotesi non sarebbe “del tutto scomparsa”.

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