I family office stanno diventando sempre più sofisticati, un trend che sta alimentando una maggiore propensione al rischio e un crescente interesse per gli asset alternativi. Questo è quanto emerge da una nuova ricerca condotta da Ocorian, fornitore internazionale di servizi per gli intermediari che seguonto grandi patrimoni familiari.
Lo studio ha coinvolto family office e intermediari internazionali, che gestiscono asset per oltre 68 miliardi di dollari. I risultati indicano che la maggioranza (il 76%) degli intervistati ritiene che la crescente sofisticazione stia portando i family office a concludere operazione più complesse. Di conseguenza, due terzi degli intervistati (il 66%) prevedono che la loro propensione per il rischio aumenterà nei prossimi 12 mesi. Solo il 7% si aspetta una diminuzione, mentre il 27% ritiene che rimarrà invariato.
L’interesse per gli investimenti alternativi
La propesione per gli asset alternativi è in netta crescita ed è considerato un trend a lungo termine. I family office prevedono di aumentare le loro allocazioni in diverse asset class nel prossimo anno, in particolare in:
- Azioni europee (93% prevede un aumento)
- Azioni dei mercati emergenti (89% prevede un aumento)
- Private equity (78% prevede un aumento)
Secondo la ricerca, la regolamentazione è il motivo principale dietro l’aumento della propensione per il rischio. Circa il 73% degli intervistati ha indicato il miglioramento delle normative come fattore chiave, mentre il 60% ha sottolineato l’aumento della trasparenza. Meno influenti sono i pareri sul recupero dei mercati (53%) o il fatto che questi intermediari abbiano mantenuto troppa liquidità per troppo tempo (39%).
Le sfide normative
Nonostante la maggiore propensione al rischio, i family office si trovano di fronte a importanti sfide normative. Solo un intervistato su sei (il 16%) si sente in una posizione molto forte per soddisfare le crescenti richieste normative legate alla complessità degli investimenti. La maggioranza, il 56%, si definisce in una posizione “abbastanza forte” , mentre oltre un quarto (il 27%) ritiene che la propria capacità sia solo “nella media”.
“I family office hanno rafforzato significativamente le loro attività, assumendo più personale e migliorando l’infrastruttura per diventare organizzazioni più sofisticate in grado di gestire operazioni più complesse,” ha commentato Andrew Ho, regional head, private clients di Ocorian. “I miglioramenti nella regolamentazione degli asset più rischiosi sono un fattore chiave in questa trasformazione, ma allo stesso tempo, questi intermediari comprendono di aver bisogno di maggiore supporto normativo per sfruttare al meglio le potenziali opportunità” ha concluso il manager.