Ex Fmi: “Italia non avrebbe mai dovuto adottare l’euro”

12 Giugno 2018, di Alberto Battaglia

Al netto dei propositi del nuovo governo, il futuro delle politiche monetarie europee mettono l’Italia di fronte a nuove crisi finanziarie e a un nuovo scontro con le autorità comunitarie. È quanto afferma l’ex vicedirettore del dipartimento europeo del Fmi, Ashoka Mody:

“Se la Bce fermerà il Qe, l’euro si rafforzerà e i tassi di interesse reali italiani aumenteranno ulteriormente, aumentando la fragilità finanziaria dell’Italia. In tale contesto, l’attivazione delle Omt, mai utilizzate, potrebbe portare a tese trattative sull’austerità fiscale con le autorità italiane e creerebbe una crisi politica ben prima che la Bce possa estendere qualsiasi aiuto finanziario all’Italia”.

Le Omt (Outright monetary transactions) sono acquisti di titoli pubblici da parte della Bce, una extrema ratio annunciata da Mario Draghi per garantire che la Bce sarebbe stata pronta a “fare tutto il necessario” per salvare l’euro. Esse, però, verrebbero concesse dietro a specifici impegni di politica economica da parte delle autorità nazionali.

“Le priorità politiche del nuovo governo italiano sono ovviamente in contrasto con le realtà di bilancio”, prosegue Mody su Marketwatch, “ma molto semplicemente, una volta entrata in modo fuorviante nell’Eurozona, una tragedia sarebbe stata inevitabile per l’Italia. Ora, i tremori della faglia italiana sono destinati a divenire terremoti a cascata sull’Eurozona e i sistemi finanziari globali”.

Secondo l’economista, le imprese italiane sarebbero profondamente vulnerabili in caso di rallentamento della ripresa in quanto, “con il tasso di inflazione bloccato attorno allo 0,6%, le imprese e i consumatori italiani affrontano tassi di interesse reali superiori al 2%” e “non possono permettersi tassi così alti: la produttività dell’economia è rimasta stagnante per anni e combinata con un forte calo degli investimenti durante gli anni della recessione, si prevede che il Pil crescerà meno dell’1% all’anno nei prossimi tre-cinque anni”.

Nel caso di una nuova recessione, scenario che Mody non esclude, la Bce potrebbe dunque solo ricorrere alle Omt per soccorrere l’Italia, con il rischio che il governo possa decidere di non accettarne le condizioni. Il pessimismo di Mody è riassunto nella fosca conclusione: “Con le sue grandi dimensioni e le sue profonde vulnerabilità, l’Italia potrebbe spingere l’Eurozona e il mondo dalla parte sbagliata del punto di non ritorno”.