Evasione: sequestrati beni per 65 milioni a gruppo tessile Marzotto

5 Novembre 2012, di Redazione Wall Street Italia
Il contenuto di questo articolo, pubblicato da Il Sole 24 Ore – che ringraziamo – esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

Milano – La Guardia di finanza di Milano su ordine della Procura sta effettuando in questi giorni sequestri per l’equivalente di 65 milioni di euro a carico di tredici persone del gruppo tessile Marzotto indagate per omessa presentazione della dichiarazione dei redditi. I sequestri riguardano oltre a conti correnti anche immobili, compresa la villa a Cortina e case a Roma e Milano, terreni e partecipazioni azionarie.

Sotto inchiesta la vendita di Valentino Fashion Group nel 2007 dalla Icg, società del gruppo Marzotto, al fondo Permira.

L’indagine della Procura, in collaborazione con i funzionari dell’Agenzia delle Entrate, ha consentito di svelare in Italia la sede reale dell’amministrazione di una holding finanziaria che sarebbe stata formalmente e consapevolmente costituita in Lussemburgo. Attraverso le indagini, sarebbero stati individuati i luoghi in cui venivano effettivamente assunte le decisioni e impartite le direttive sulla gestione della società di diritto lussemburghese da parte di soci che risultavano essere quasi tutti residenti in Italia.

La costituzione della holding in Lussemburgo avrebbe consentito ai Marzotto di dribblare il fisco. Gli accertamenti hanno permesso di riqualificare la holding lussemburghese come soggetto fiscalmente residente in Italia, con conseguente emersione dell’obbligo di denuncia la fisco italiano di una plusvalenza da cessione di partecipazioni, realizzata nel 2007, per un valore di quasi 200 milioni di euro e per la quale é stata evasa una imposta di oltre 65 milioni di euro.

Tredici indagati per evasione fiscale

Risultano indagati Vittorio, Matteo, Maria Rosaria, Cristiana e Margherita Marzotto, Andrea, Isabella e Rosanna Donà dalle Rose, Barth Zech, Pierre Cladmi, Ferdinando Businaro e Massimo Caputi.

Sono accusati di aver violato l’articolo 5 della legge 74/2000, ovvero non avrebbero pagato le imposte in Italia sulla plusvalenza realizzata dalla vendita delle loro quote del gruppo della moda al fondo Permira.

Copyright © Il Sole 24 Ore. All rights reserved